Consumi più bassi del reale, Dyson vince il ricorso contro gli aspirapolveri a filo



(Foto: Lorenzo Longhitano)

Tutto da rifare per le etichette energetiche degli aspirapolveri. Dyson, uno dei principali produttori al mondo di aspirapolveri senza filo ed elettrodomestici di piccole dimensioni, ha vinto il ricorso contro la Commissione europea riguardo alle modalità di test per la certificazione energetica.

Nel 2013 l’azienda britannica ha presentato ricorso al tribunale dell’Unione europea contestando che i test eseguiti per definire i consumi energetici degli aspirapolveri a filo erano eseguiti in condizioni non corrispondenti all’uso reale. In sostanza, le prove venivano svolte a vuoto, quindi senza nessun carico particolare sul motore dell’aspirapolvere.

Con questa modalità, contestavano i produttori della Dyson, non si teneva conto della reale performance dei prodotti nel momento in cui il contenitore per la polvere si riempiva, andando a incidere sulle prestazioni del motore e quindi modificandone la performance.

L’azienda, che con il suo Cyclone ha sviluppato una tecnologia tale per cui anche con il carico di polvere la potenza resta costante, ha visto nelle modalità di test eseguiti a contenitore vuoto una penalizzazione.

Se testati in condizioni “normali”, i prodotti di marchi concorrenti riporterebbero performance inferiori perché la polvere accumulata andrebbe a ostruire i filtri e causerebbe una diminuzione di potenza.

Quindi la maggior parte degli aspirapolveri che oggi sono etichettati di classe A, a contenitore pieno potrebbero addirittura essere declassati a D o anche G. È sostanzialmente lo stesso trucco usato nel caso del Dieselgate, dove si eseguivano test a condizioni ideali che però non si sarebbero mai verificate nell’uso reale. Peraltro, l’International electrotechnical commission ha da tempo sviluppato un test da eseguire a pieno carico anche per gli aspirapolveri, esattamente come accade per altri elettrodomestici come lavatrici, forni e lavastoviglie che sono testati in condizioni d’uso reali.

Con la vittoria di Dyson, l’Unione europea è ora costretta a rendere nulle le attuali etichette di certificazione energetica, e dovrà cambiare il regolamento sull’etichettatura degli aspirapolveri con filo introdotto in Europa nel settembre 2014. L’etichetta attuale rimarrà comunque in vigore per almeno due mesi e dieci giorni a partire da oggi.


Fonte: WIRED.it