Come funziona il cloud mining, il noleggio virtuale dei computer per produrre bitcoin

Come funziona il cloud mining, il noleggio virtuale dei computer per produrre bitcoin



Fare mining di bitcoin e di altre criptovalute a casa? Teoricamente si può. Ma se 10 anni fa, all’inizio della grande avventura dei bitcoin, bastava un computer (il proprio), oggi produrre bitcoin richiede macchine abbastanza costose e tanta di quell’energia (elettrica), che l’operazione è in realtà insostenibile. Il mining — come sanno tutti quelli che bazzicano attorno alle criptovalute — è ormai appannaggio delle bitcoin farm, vere e proprie aziende attrezzate per farlo.

Da qualche anno però si sta diffondendo la pratica del cloud mining, ovvero l’affitto “virtuale” della potenza di calcolo necessaria a produrre bitcoin, senza dover acquistare le macchine o preoccuparsi della bolletta energetica. Un fenomeno in crescita, che qualche mese fa ha guadagnato anche le attenzioni del Wall Street Journal in un articolo intitolato The Rise of Bitcoin Factories: Mining for the Masses (L’ascesa delle fabbriche di bitcoin: mining per le masse). “Il mining – scrive la testata – può essere costoso e ingombrante e richiede hardware specializzato e enormi quantità di energia.

Questa sfida ha spinto da tempo i miner a condividere spazi e risorse. Ora, le aziende che ospitano attrezzature minerarie stanno ricevendo più richieste che mai”.

Ma come funziona il cloud mining ed è davvero conveniente? “Il cloud mining – spiega Elio Viola di Criptomining, la bitcoin farm milanese che ha in programma un progetto in tal senso – nasce dall’esigenza di fare mining, acquistando invece che i computer o le attrezzature necessarie per il mining, la potenza di calcolo da chi già la detiene e produce in una determinata quantità e per un determinato periodo di tempo”. Dopo aver noleggiato la potenza di calcolo necessaria a produrre criptovalute, l’utente segue i suoi sviluppi attraverso un sito web o un’app.

L’azienda che mette a disposizione le sue macchine trattiene per sé una percentuale:Di solito, chi vende la potenza di calcolo trattiene un 15/20% per i costi dell’energia, i locali dove sono allocate le macchine”, continua Viola. Ma la cosa buona è che a decidere quale valuta “minare” è sempre l’utente. “La scelta si fa via app, semmai dietro consiglio dell’azienda stessa che fornisce il servizio che sa quali sono monete virtuali più convenienti quel giorno”, chiosa Viola. Insomma, sembrerebbe tutto perfetto. Ma non è (sempre) così.

Se già maneggiare le criptovalute, data la loro natura volatile, non è esente da rischi, figurarsi demandarne a terzi la produzione. Non sono pochi magheggi nati in nome del cloud mining, al punto che il sito Investopedia lo ha inserito tra le 5 truffe da cui guardarsi, assieme alle false Ico, alle truffe degli exchange e al marketing multilivello (un evergreen).

Alcune aziende offrono “contratti a vita” che mantengono i costi uguali e presumibilmente offrono rendimenti eccezionali – avverte Investopedia -. Tuttavia, con l’aumentare della difficoltà di estrazione, lo stesso investimento restituirà importi più piccoli ogni volta. Inoltre, alcune aziende fanno affermazioni audaci riguardo ai loro rendimenti senza essere trasparenti sui costi reali e sui rendimenti decrescenti. Altri semplicemente gestiscono schemi di Ponzi che possono portare a enormi perdite. È fondamentale esaminare le opportunità e comprendere i rischi e i costi associati al mining prima di investire”.

Non tutti i produttori di cloud mining sono dei filibustieri, ma conviene tenere gli occhi aperti. “Negli anni ho visto molte persone truffate – commenta Emiliano Palermo, vicepresidente e co-fondatore di Blockchain education network Italia -. E personalmente non lo consiglierei come investimento, oltretutto in questo momento storico non conviene l’attività di mining. Molti dei siti che erogano questo tipo di servizio inoltre sono scam e agiscono come schema Ponzi, vendendo dei pacchetti che dovrebbero garantire un’entrata X grazie a una quantità Y di hardware che si “noleggia”. Anche se va detto, esistono dei siti che forniscono questo servizio in maniera onesta”.

Anche Viola mette in guardia dai rischi: “Quello delle criptovalute è un mondo aleatorio, e prima di fare qualsiasi investimento bisogna sempre conoscere chi c’è dietro le idee e i progetti. La possibilità di poter incontrare di persona chi offre questo servizio e il fatto che si tratti di un’azienda iscritta alla Camera di commercio, e noi di Criptomining lo siamo, può aiutare a evitare le truffe che purtroppo in questo settore non mancano”.


Fonte: WIRED.it