Batterie, idrogeno, eolico e solare per la barca elettrica Energy Observer

Batterie, idrogeno, eolico e solare per la barca elettrica Energy Observer



Estrarre energia pulita dalla natura per poter navigare in mare senza alcun tipo di impatto ambientale: è questa la missione della Energy Observer, la prima barca elettrica del mondo alimentata contemporaneamente da batterie a litio, pile a combustibile, pannelli fotovoltaici e pale eoliche. Ora è in navigazione nel Mediterraneo e i più fortunati potrebbero incontrarla. 

Questo catamarano del futuro è equipaggiato di un accumulatore da 106 kWh, usato come fonte energetica principale (verrà rimpiazzato il prossimo anno con uno più efficiente e leggero). Tuttavia, questo mix galleggiante di rinnovabili sfrutta pure l’idrogeno: quando la batteria è già carica, l’energia rinnovabile prodotta in eccesso viene usata per estrarre idrogeno, tramite elettrolisi, direttamente dall’acqua del mare; successivamente il gas viene trasformato in elettricità dalle pile a combustibile da 22 kW. Alla propulsione pensano i motori a zero emissioni da 82 kW di potenza complessiva, che possono funzionare anche da idrogeneratori, cioè da generatori elettrici attivati dal movimento dell’acqua. 

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Al progetto partecipa Toyota, fra i pionieri della mobilità green con vetture come la Mirai, una delle prime auto fuel cell di serie al mondo: la tecnologia a idrogeno permette al vascello di pesare circa il 50% in meno rispetto a uno alimentato esclusivamente a batteria, che peraltro sarebbe obbligato a effettuare delle tappe di ricarica a terra più frequenti. I serbatoi consentono di conservare 62 kg di idrogeno alla pressione di 350 bar, che equivalgono a 910 kWh d’elettricità. 

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Come scritto, altre fonti di energia sono il sole, “catturato” tramite i pannelli fotovoltaici da 21 kW (che permettono di produrre da 50 a 150 kWh di elettricità) che ricoprono la superficie superiore dell’imbarcazione. Poi c’è il vento, utilizzato sia per generare corrente elettrica con una classica turbina eolica, sia attraverso una vela di trazione che funge come un sorta di grande kite (e consente di far lavorare i motori come idrogeneratori). Al timone della Energy Observer c’è Victorien Erussard, fondatore del progetto e capitano della barca, aiutato da Jérôme Delafosse, documentarista. 

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Lunga 30,5 metri, larga quasi 13 e dal peso di 28 tonnellate, la Energy Observer sarà utilizzata nei prossimi sei anni come piattaforma sperimentale per la ricerca sulle tecnologie green e, oltre alle difficoltà estreme del mare a tutte le latitudini, affronterà un tour mondiale di 101 tappe in 50 Paesi che la porterà a visitare i principali porti del mondo. In questi mesi sta girando il Mediterraneo - fino al 16 luglio è a Venezia - e nel 2020 passerà per Tokyo, giusto in tempo per le Olimpiadi. Velocità di navigazione? Per ora fino a 10 nodi, poco meno di 19 km/h. 

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