5 cose da sapere sullo spettacolo teatrale su Kobane Calling di Zerocalcare

5 cose da sapere sullo spettacolo teatrale su Kobane Calling di Zerocalcare



Siamo andati allo spettacolo teatrale tratto dal fumetto di Zerocalcare. Ecco qualche curiosità

Adattare un libro per il teatro è sicuramente possibile, ma è possibile anche portare a teatro uno spettacolo teatrale tratto da un fumetto ibrido tra autobiografia, reportage e documentario? Sicuramente sì – e sicuramente si tratta di una bella sfida. Kobane Calling on stage, presentato a Lucca Comics & Games, è stato adattato dal celebre fumetto di Zerocalcare e diretto da Nicola Zavagli che da anni persegue, con l’attrice Beatrice Visibelli e la compagnia Teatri d’imbarco, un teatro popolare d’arte civile. Abbiamo assistito lo spettacolo ed ecco 5 curiosità.

1. La trasposizione è molto, molto fedele
Gli appassionati dell’opera di Zerocalcare ritroveranno molti dialoghi del libro quasi parola per parola. E sì, la mamma di Zero parla e si muove proprio come Lady Cocca.

2. L’armadillo? C’è
E ci sono anche il Mammut di Rebibbia e George Pig, quest’ultimo nel solito ruolo veramente antipatico. Praticamente è come sentirsi a casa.

3. Gli attori parlano in romanesco
O meglio, lo fanno quelli che interpretano i personaggi romani. Menzione d’onore per il giovane e bravo Lorenzo Parrotto, che interpreta Zerocalcare e regge mezzo spettacolo da solo.

4. Gli effetti visivi e sonori sono super
Il video design a cura dello Studio Kmzero di Firenze trasporta all’interno delle tavole stesse del fumetto, usate come scenografia dei dialoghi. Per gli amanti di Kobane Calling, il senso di indentificazione con le pagine della graphic novel è fortissimo.

5. Alla fine ci si commuove
Come già accaduto con il fumetto, anche la messa in scena della storia della coraggiosa resistenza del Rojava fa arrabbiare e riflettere.

In questi giorni più che in altri, purtroppo, visto che Kobane è di nuovo sotto attacco da parte dellesercito turco.


Fonte: WIRED.it