8 Bit Box, la prima console che fonde giochi analogici e videogame



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C’è chi diceva che i videogiochi avrebbero ucciso i giochi da tavolo, troppo vecchi, semplici e analogici per resistere alla concorrenza di quei divertimenti ad alto tasso di elettronica. Non è stato così. I giochi da tavolo sono vivi e vegeti più che mai, alle fiere fanno man bassa (vedi i 400 tavoli previsti alla prossima Lucca Comics & Games o le 1.400 dell’Essen Spiel 2018) e in più, adesso, si fondono anche con i videogiochi. Questa infatti è l’idea alla base di 8Bit Box, un titolo di Frank Crittin e Grégoire Largey appena pubblicato in Italia da Mancalamaro che porta il gaming d’antan su carta.

Già la confezione è fuori dal consueto: sembra proprio una vecchia console completa di tutte le avvertenze tipiche dei dispositivi elettronici. Ma qui, di digitale, non c’è nulla. Aperto il coperchio ecco comparire i sei controller di cartone, il fulcro del gioco. Ricordano quelli delle vecchie console, ovviamente, e cambiano funzione a seconda del gioco in cui li utilizziamo.

In linea generale però hanno tutti tre rotelle con cui si scelgono segretamente le proprie azioni prima di rivelarli agli altri giocatori e, quindi, eseguirle. Accanto a essi c’è spazio per cinque giochi. Ognuno infatti è racchiuso in una scatolina rettangolare che fa molto retrogaming e nella scatola base ne troviamo inclusi tre.

Il primo, Pixoid, si ispira a Pacman e inscena una battaglia all’interno di un quadro costruito da varie plancette di cartone e popolato da cubetti di plastica.

Giocabile da tre a quattro giocatori, da una parte abbiamo un partecipante che interpreta il Pixoid che deve scappare dai Bug mentre questi ultimi, ovvero tutti gli altri giocatori, devono acchiapparlo. Una rotellina del controller stabilisce la direzione del movimento dei vari personaggi, un’altra il numero di caselle che possiamo superare. Il risultato, alla fine, è un titolo avvincente e molto divertente, pieno di colpi di scena, soprattutto se si considera che i Bugs non possono comunicare tra loro durante la partita.

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C’è poi Outspeed, un chiaro figlio di F-Zero che porta da tre a sei giocatori a bordo di futuristiche astronavi da corsa. Una gara non certo facile visto che possiamo mettere i bastoni tra le ruote (o meglio, tra i propulsori) agli avversari e loro non saranno da meno. Davanti a noi c’è un percorso con varie caselle che dobbiamo completare prima degli altri mentre il sistema di movimento è curioso. C’è una plancetta comune che definisce ogni turno le varie azioni tra cui scegliere. Segretamente ognuno ne sceglie una, paga il costo pagandolo con dei cubetti bianchi che rappresentano l’energia e poi la esegue. Non tutto però è così facile perché alcune azioni possono essere eseguite solo da un numero limitato di giocatori. Se si è troppi nessuno fa la mossa. Il tutto è condito, infine, da potenziamenti capaci di ribaltare la situazione in ogni momento.

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Da ultimo ecco Stadium, un titolo sportivo ispirato a Track & Field. Qui due squadre composte da due o sei giocatori si sfidano in varie discipline sportive cercando di portare i propri atleti al vertice: ci sono infatti punti differenziati per il primo, secondo e terzo posto e, proprio come le Olimpiadi, più nostri atleti prenderanno medaglie maggiore sarà la probabilità di vincere. Le regole cambiano a seconda della disciplina (ci sono l’equitazione, il ciclismo su pista, il salto con l’asta…) ma di base dovremo battere gli avversari cercando di gestire l’energia a nostra disposizione. In più alcune discipline non permettono di parlare con gli altri e quindi sarà difficile sapere se conviene fare un passo indietro e risparmiare risorse per far passare avanti i compagni o se dare tutto rischiando un testa a testa fratricida.

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Insomma, alla fine 8 Bit Box è un sistema di gioco divertente, rilassato, con regolamenti brevissimi e molto chiari che si leggono in un attimo. I componenti sono molto basici ma questo ha contribuito a tenere basso il prezzo e quindi può essere visto come un neo solo a metà. I giochi inclusi nella scatola poi si adattano al numero e all’età dei giocatori oltre che al tempo a disposizione. Pixoid, per esempio, è consigliato dai sei anni in su e dura circa un quarto d’ora a partita mentre Stadium, il più complesso, richiede almeno dieci anni di età e 40 minuti a disposizione. Adatto agli adulti, può creare un ponte con i più piccoli. I genitori infatti si divertiranno sull’onda della nostalgia, i piccoli invece avranno un buon motivo per allontanarsi dagli onnipresenti display.

Disponibile dal 31 ottobre (sarà presentato a Lucca Comics & Games), 8 Bit Box costerà 36 euro, un prezzo tutto sommato basso considerando che contiene tre giochi e che ci sarà la possibilità di espanderlo in futuro tramite altri titoli che usciranno (Tra i 10 e i 15 euro l’uno). Il gioco poi può essere già preordinato tramite l’editore italiano, Mancalamaro.


Fonte: WIRED.it