Sacha Baron Cohen al suo massimo, Daredevil finalmente alla propria altezza e la serie più spaventosa mai fatta

Sacha Baron Cohen al suo massimo, Daredevil finalmente alla propria altezza e la serie più spaventosa mai fatta



Hill House – NETFLIX

È un piccolo evento di paura. Una serie di 10 puntate da un’ora circa (ma tanto le durate sono sempre più un concetto labile su una piattaforma che non ha un palinsesto e quindi non ha orari da rispettare) tutta d’orrore. Non l’orrore del sangue e della violenza ma l’orrore del paranormale, dei rumori nella notte e delle porte che scricchiolano. Hill House è un’unica grande storia di presenze in una magione e di 5 fratelli (o 6 a seconda di come si voglia contare, cosa che già la dice lunga) che in quella magione ci hanno vissuto da piccoli e ora, da grandi, fanno i conti con quel che è successo.

Hill House mette paura e come le grandi serie moderne è complicata da seguire, richiede attenzione e ripaga con la tensione della scoperta di qualcosa negli angoli, qui sta il punto di tutto. In più la serie è diretta da Mike Flanagan che si è fatto notare negli ultimi anni con alcuni film dell’orrore magistrali come Oculus. Qui Flanagan riprende un concetto introdotto proprio in quel film, il gioco tra il passato e il presente, immagini di ieri che staccano su quelle di oggi, nascondere cosa esattamente è successo anni prima per svelarlo con calma mentre vanno avanti gli eventi del presente.

In tutto questo ogni fotogramma è pieno di presenze, di persone nello sfondo che non vengono spesso nemmeno rivelate ma crea una scomoda atmosfera in cui ogni notte passata in quella grande casa è una maledizione. E siccome non si possono avere 10 ore di continui spaventi o continue apparizioni di mostri, lo stratagemma si esaurirebbe subito, Hill House dosa tutto, lavorando sull’assenza più che sulla presenza e su piccolissime apparizioni che tuttavia bastano e avanzano.

Daredevil 3 – NETFLIX

Dopo una seconda stagione interlocutoria ora Daredevil riconquista la corona del posto migliore, in televisione, dove menarsi. La serie metropolitana più metropolitana in assoluto dell’universo Marvel riparte alla grande.

In teoria dovrebbe essere la stagione d’esordio di Bullseye ma ovviamente è Kingpin a prendere la scena. Di nuovo a pieno regime in ogni puntata, il villain dei villain interpretato da Vincent D’Onofrio (se ci fosse un premio al casting andrebbe a questa serie) ha un piano che non si capirà almeno fino all’episodio 9 e che tiene banco per tutto il tempo. Ovviamente ritornano le tanto auspicate scene d’azione dirette benissimo. Solo nella quarta puntata c’è un pianosequenza di violenza nella prigione che vale almeno il prezzo di un mese di abbonamento a Netflix.

Con questa stagione Daredevil si conferma la serie d’azione più importante del panorama americano, l’unica che compie quell’impresa incredibile di mettere l’azione effettivamente al centro di tutto e lasciare che gli altri eventi le ballino intorno. La pratica più laboriosa e lenta da mettere in piedi su un set (per l’appunto l’azione fatta sul serio), realizzata all’interno della forma di produzione più rapida e veloce (la serialità). Tutto con un attore dotato delle giuste capacità atletiche, coreografie di livello altissimo e voglia di esagerare, stupire e fare sempre di più.

Who is America? – SKY ATLANTIC

A diversi mesi dalla messa in onda originale è arrivato anche da noi il nuovo show di Sacha Baron Cohen, realizzato di nascosto e non annunciato fino al giorno della sua messa in onda. Who is America? poteva essere realizzato solo così, solo fingendo che non esistesse perché si basa sulla presa in giro di persone che non riconoscono Sacha Baron Cohen dietro le sue maschere. Insomma lo stile tipico del comico inglese che al crescere della sua notorietà è sempre più complicato.

Il desiderio di alzare la posta in gioco ha creato una serie di 7 episodi da mezz’ora in cui interpreta una serie di 6 personaggi a rotazione in piccoli segmenti nei quali prende di petto l’uomo comune come i politici o personaggi dello spettacolo. Mascherato e irriconoscibile di volta in volta usa i personaggi per stimolare nei suoi interlocutori il peggio di sé (e quanto vada in profondità questo peggio è incredibile). È una tecnica comica complicatissima e unica, Sacha Baron Cohen improvvisa con persone che non sanno di stare in uno sketch per fare in modo che siano loro la parte divertente. La maggior parte delle volte si ride non tanto per le battute del protagonista ma per le reazioni della sua vittima, per come lui riesca tirare fuori il peggio da persone e come esse lo manifestino. Parliamo di idee, affermazioni o azioni che altrove sarebbero mascherate ma che adeguatamente stimolati tirano fuori anche di fronte alla videocamere che non sono mai nascoste ma sempre palesi.

Particolarmente gustosi sono i segmenti del personaggio di Erran Morad, esperto dell’antiterrorismo israeliano, che di volta in volta addestra razzisti e omofobi secondo principi assurdi e facendogli compiere azioni rivoltanti (l’ultimo episodio è clamoroso in questo senso), oppure intervista uomini politici fingendo grande concordanza con le loro idee più estreme e portandoli ad ammettere azioni, pensieri o ideali aberranti.


Fonte: Startupitalia