Per l’Antitrust, Siae è in posizione dominante sul diritto d’autore (ma la multa è simbolica)



Mogol, presidente Siae (Foto: Silvia Morara\Mondadori Portfolio\Mondadori Portfolio via Getty Images)

L’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm) ritiene che la Società italiana degli autori e degli editori (Siae), che si occupa di gestire i diritti d’autore, si muova in una posizione dominante almeno dal 2012. L’Antitrust ha riscontrato violazioni dell’articolo 102 del Trattato di funzionamento dell’Unione europea che disciplina gli accordi anticoncorrenziali. Una decisione che sblocca lo stato di stallo che dura da diversi anni.

Di fatto l’Antitrust contesta alla Siae di avere creato una strategia di esclusione, avvantaggiandosi di un monopolio senza base legale, compromettendo così i diritti di scelta degli autori, a cui è risultato difficile scegliere un’agenzia concorrente. La decisione impone alla Siae di interrompere i comportamenti che distorcono il mercato, oltre a una multa simbolica di mille euro.

Le violazioni
Nella decisione si legge che le condotte inappropriate sono quattro. La prima riguarda l’imposizione di ricomprendere nell’offerta anche servizi che sarebbero potuti essere erogati da concorrenti (alla lettera: “vincoli nell’offerta di servizi diversi tali da ricomprendere nel mandato relativo allo svolgimento dei servizi rientranti nella riserva legale esclusiva vigente fino al 15 ottobre 2017 anche servizi suscettibili di essere erogati in concorrenza, ostacolando la libertà dei titolari del diritto d’autore di gestire i propri diritti al momento dell’attribuzione, della limitazione o della revoca del mandato”). A questo si aggiunge “l’imposizione di vincoli volti ad assicurare alla Siae la gestione dei diritti d’autore dei titolari non iscritti alla Siae, anche persino là dove questi ultimi avevano espressamente manifestato la volontà di non avvalersi dei servizi da essa erogati”.

Le condotte non pertinenti si allargano anche al mondo della tv, infatti l’Agcm lamenta “l’imposizione di ostacoli nella stipulazione da parte degli utilizzatori – in particolare, emittenti tv nazionali e organizzatori di concerti live – di altri contratti di licenza d’uso delle opere con i concorrenti della Siae” e, da ultimo “l’esclusione dei concorrenti dai mercati relativi alla gestione dei diritti d’autore di repertori esteri”.

Le controparti
Sono diverse le entità che hanno chiesto l’intervento dell’Antitrust. Tra queste Soundreef, che si è inserita nel mercato forte della direttiva 20124/26/Ue sulla gestione collettiva dei diritti d’autore e Innovatecnica, impresa iscritta nell’elenco speciale delle startup innovative della Camera di commercio di Roma, che ha sviluppato la piattaforma Patamu, che consente agli autori e agli editori di difendere da plagio le proprie opere.

A queste si sono successivamente aggiunte Vodafone Italia, l’Associazione dell’autorialità cinetelevisiva 100autori, l’Associazione nazionale di editori musicali italiani (Fem), Sky Italia, l’Associazione nazionale editori musicali (Anem) e altre ancora.

La posizione ufficiale della Siae
La Siae risponde, affermando: “Sebbene accompagnato da una sanzione simbolica di mille euro, è un provvedimento che non trova giustificazione nelle norme. Leggeremo e valuteremo con grande attenzione il testo. Siae è certa di poter dimostrare che nessuna violazione o abuso abbia avuto luogo e che il suo operato è stato sempre rispettoso della Legge sul diritto d’autore e delle norme in generale, anche in materia di concorrenza”.


Fonte: WIRED.it