5G, primi guadagni nei bilanci: ecco chi incassa dalle nuove reti mobili



5G (Josep Lago/AFP/Getty Images)

Gli sviluppatori delle tecnologie legate al 5G passano all’incasso. A pochi mesi ormai dal lancio dei primi smartphone e modem per le reti di quinta generazione, attesi negli Stati Uniti e in Corea del sud già nel 2019, la nuova tecnologia mobile bacia i bilanci delle multinazionali di telecomunicazioni. Ed è solo l’antipasto, perché la corsa delle compagnie telefoniche al 5G è destinata ad aumentare le spese. Solo in Europa, stando al centro studi danese Strand Consult, serviranno 150 miliardi di euro di investimenti fino al 2025.

La svedese Ericsson ha iscritto nel bilancio del terzo trimestre 2018 un aumento del 13% delle vendite nel segmento reti rispetto allo stesso periodo del 2017. E dell’11% rispetto al trimestre precedente. “L’incremento è legato per lo più alla forte crescita in Nord America così come alle forti vendite in Europa e America Latina, guidate dagli investimenti nella preparazione del 5G e nelle reti Lte”. Vendite che hanno avvantaggiato anche la divisione servizi digitali.

In Nord America Ericsson ha totalizzato in un anno il 21% in più. In Cina, dove “sono in corso estese prove del 5G sul campo”, è cresciuta del 2%. I test hanno aumentato le spese in ricerca e sviluppo, ma nel complesso Ericsson ha chiuso il trimestre con un utile netto di 2,7 miliardi di corone svedesi (2,6 miliardi di euro). E il 5G ha permesso di riportare in positivo i risultati dei primi nove mesi dell’anno, dopo che nel 2017, alla stessa data, la compagnia svedese aveva un rosso di 13,9 miliardi di corone.

La divisione reti è l’unica a crescere in un anno in casa Nokia: 4,8 miliardi di vendite nel terzo trimestre del 2018%, l’1% rispetto al 2017. A fronte di cali negli altri settori. Il 5G è un fattore cruciale per l’andamento dell’azienda al 2020. Nokia si attende che lo sviluppo delle reti “inizi alla fine del 2018”, ma gli effetti a bilancio dipenderanno dei tempi di completamento e accettazione di certi progetti”.

Nokia ha quattro dossier aperti negli Stati Uniti, con T Mobile (valore 3,5 miliardi), per una rete 5G nazionale, con At&t in cinque città, con Sprint e Verizon. Mentre in Cina si è alleata con il gigante di internet Tencent. E i costi di questi investimenti hanno azzerato i risparmi accumulati grazie alla maggiore efficienza delle reti mobile.

Qualcomm ha messo a segno 300 milioni di dollari in più nel terzo trimestre grazie alle vendite delle tecnologie 5G. È un 22% in più in anno, risultato che porta l’utile netto registrato a fine settembre a 1,5 miliardi. La multinazionale ha appena annunciato in tandem con Samsung lo sviluppo di small cells. Ossia delle piccole antenne che costruiranno la fitta rete dell’internet delle cose e del 5G diffuso.

Alla presentazione dei risultati dell’ultimo trimestre del 2018, i manager di Cisco hanno previsto che il 5G “creerà una significativa domanda per i fornitori di servizi”, perché aprirà nuove frontiere di business in real time con piccole e medie imprese. Per St Microlectronics l’effetto a bilancio è meno visibile, anche se nel commentare i dati dell’ultimo trimestre, il presidente e amministratore delegato, Jean-Marc Chery, ha citato l’uso di una tecnologia della multinazionale nello sviluppo di reti 5G.

In Cina Huawei e Zte confidano nelle nuove reti mobile per portare risorse fresche a bilancio. La prima ha in corsa test con 30 operatori in dieci città del mondo, di cui due in Italia. Zte nella relazione di metà anno scrive che nella seconda parte del 2018 si aspetta di raccogliere i frutti per “l’annuncio ufficiale della prima fase della completa entrata in funzione degli standard 5G”. Nello specifico i risultati arriveranno, tra le altre cose “dall’accelerazione della commercializzazione del 5G”, che passerà dalla fase di test al debutto sul mercato.

Zte è nel guado. La chiusura del mercato statunitense e, a catena, di quelli australiano e indiano hanno pesato su un semestre che si è chiuso con una perdita di 7,8 miliardi di yuan (circa 980 milioni di euro), su profitti inferiori del 27% ai primi sei mesi del 2017. L’obiettivo è di recuperare quota sulla scia della corsa degli operatori al 5G. E sfruttando quella che i vertici di Zte definiscono una “filosofia di basso profilo, pragmatica, prudente e innovative”. Meno riflettori, quindi, per spegnere le polemiche intorno al gruppo, e testa bassa sulle tecnologie delle future reti mobili. In Italia l’azienda cinese lavora alle reti di Wind Tre.


Fonte: WIRED.it