Trump sulla definizione di genere e transgender? Una risposta da 12enne strafottente



(foto: Getty Images)

Le notizie sono due e forse entrambe non sono davvero notizie. La prima è che l’amministrazione di Trump starebbe considerando una definizione di genere (gender) come una categoria angusta e più o meno coincidente con il sesso biologico, ovvero con i caratteri sessuali (sui problemi e sulla semplificazione torno dopo). La seconda è l’indignazione conseguente.

La posizione di Donald Trump non sorprende affatto. Quante dimostrazioni ci servono per rassegnarci al fatto che, qualsiasi sia l’argomento, Trump prediligerà la risposta più vicina a quella che darebbe un 12enne strafottente?

È un problema diffuso, quello dell’eternità delle scuole medie e dell’acuirsi delle divisioni e la coincidenza tra opinioni e tribù d’appartenenza (ne scriveva qualche settimana fa Andrew Sullivan). E lo è per gli effetti di questa brutale riduzione e della divisione del mondo in buoni e cattivi. Ma è un problema anche perché l’uditorio – soprattutto quello che poi ti voterà oppure no – sembra avere un debole per questa visione quasi caricaturale ma comprensibile (almeno apparentemente).

La sorpresa, dicevo. Solo entro giugno del 2017, Trump aveva twittato 115 volte sul cambiamento climatico come farebbe forse uno che non ha mai letto nulla al riguardo, né chiesto a qualche esperto di spiegargli a grandi linee di cosa si sta parlando.

Pochi giorni fa il comico e presentatore Stephen Colbert ha preso in giro il suo “istinto naturale per la scienza”. Qualsiasi sia l’argomento, le risposte di Trump saranno le stesse, cioè quelle di un adolescente sbruffone e non molto lucido.

Tornando all’ultima questione, gli aspetti preoccupanti sono principalmente due. L’ennesima fotografia molto sfocata della realtà e le possibili conseguenze su diritti civili e condizioni di vita delle persone.

Il sesso è un dominio abbastanza complesso e complicato, ed è scorretto ridurre il mondo a maschi con cromosomi XY e caratteri sessuali primari e secondari conformi a un unico modello vs femmine con cromosomi XX con caratteri sessuali primari e secondari conformi a un unico modello. A essere ottimisti è quello che ci hanno spiegato la prima volta che abbiamo chiesto “che vuol dire sesso? che differenza c’è tra un maschio e una femmina?” (e non siamo ancora arrivati alla questione transgender, siamo fermi molti metri prima).

Sulla semplificazione e sull’abuso che si è fatto dei cromosomi sessuali si potrebbe cominciare a studiare leggendo questo e questo. Una volta capito un po’ meglio l’argomento, ecco che la realtà si dirama in diversi vicoli: il sesso biologico è una componente importante, ma poi ci sono molti altri aspetti che concorrono alla nostra identità (ne avevo in parte scritto qui e anche Wired ne ha parlato qui).

È insomma un po’ preoccupante che il presidente degli Usa abbia una visione del mondo così elementare. Lo è di per sé ma, soprattutto, lo è per le implicazioni. L’amministrazione di Trump ha già escluso alcune persone dall’esercito e da alcune normative sanitarie. La policy di Barack Obama al riguardo è stata più o meno azzerata. Roger Severino, a capo dell’Office for Civil Rights, aveva definito la politica di Obama come una ideologia gender radicale (tutto il mondo è paese).

La seconda non notizia sono l’indignazione e la sorpresa, che rischiano di esaurire tutte le possibili reazioni. Ora, non è certo facile immaginare la perfetta risposta (in particolare non lo è nel caso in cui la domanda o il pretesto siano così miseri) e io ormai rispondo “Yosemite” quasi a tutte le domande, nonostante lo slogan che ha portato Trump alla vittoria.

Però forse si potrebbe cominciare smettendo di sentirsi offesi come condizione esistenziale e provando a immaginare una reazione più efficace. Con buoni argomenti e messaggi altrettanto comprensibili (“Make America Great Again!”) e meno ripugnanti moralmente e politicamente.


Fonte: WIRED.it