Le oscillazioni dello spread fanno aumentare la rata dei mutui?



Casa (Getty Images)

Lo spread sulle montagne russe ha fatto temere per i mutui degli italiani. Ma c’è una relazione tra l’andamento dei titoli di Stato e i prestiti erogati dalle banche? La risposta non è scontata e i distinguo sono molti. Ma intanto: chi ha già un mutuo in corso può essere ragionevolmente tranquillo perché la sua rata mensile non schizzerà per colpa del differenziale tra Btp italiani e Bund tedeschi. Cosa diversa, invece, per chi ha intenzione di comprar casa chiedendo soldi in prestito alla sua banca. Farebbe bene a valutare subito tutte le opzioni e decidersi una volta per tutte, senza troppi indugi.

Cosa succede per chi ha un mutuo?
Il mutuo ipotecario è la forma più diffusa di credito immobiliare. Si tratta di un finanziamento a medio-lungo termine che permette di ottenere una bella somma in contanti da restituire con calma nel tempo. Le rate da pagare hanno una scadenza fissa e un duplice scopo: servono a restituire il prestito ottenuto e a versare gli interessi, il compenso che spetta alla banca per aver erogato il prestito.

Gli interessi possono essere, principalmente, a tasso fisso o a tasso variabile. La prima è l’opzione più comune quando c’è di mezzo la casa. Dalla lettura dei dati di Banca d’Italia emerge che nell’ultimo anno (agosto 2017-2018) sono stati finanziati mutui per le abitazioni per quasi 70 miliardi di euro e in oltre sei casi su dieci gli italiani hanno scelto di restituire il debito con il blindato tasso fisso.

Come suggerisce il termine stesso, i mutui così concordati sono immutabili: gli interessi da pagare per tutta la durata del mutuo restano quelli decisi al momento della chiusura del contratto. “Lo svantaggioscrive Banca d’Italia in una sua utile guida – è non poter sfruttare eventuali riduzioni dei tassi di mercato che dovessero verificarsi nel tempo”. Ma il vantaggio è quello di essere al riparo da improvvise oscillazioni, spread Btp-Bund compreso: qualsiasi cosa accada, la rata del mutuo a tasso fisso non cambia.

Il tasso variabile funziona diversamente: l’importo della rata mensile può cambiare e lo fa secondo un determinato parametro di riferimento. Mai a caso. Tradizionalmente, i mutui italiani dipendono dalle oscillazioni del tasso ufficiale fissato dalla Banca centrale europea oppure dall’Euribor, il tasso interbancario europeo. Entrambi i parametri non dipendono dall’andamento dei titoli di Stato italiani e quindi non risentono dello spread con i titoli tedeschi. Del resto, l’Euribor è rimasto di fatto stabile in questi mesi di spread irrequieto. Per cambiare il suo andamento, ha ricordato Il Sole 24 Ore, l’indice interbancario europeo deve aspettare che la Bce alzi i tassi di interesse oppure che si inneschi una crisi di liquidità che porti le banche a diffidare dei suoi competitor.

I nuovi mutui: perché si rischiano i rialzi
Chi ha intenzione di comprare casa e di richiedere un mutuo per mettere insieme la giusta cifra rischia invece di dover fare i conti con brutte sorprese: lo spread Btp-Bund può avere degli effetti sui mutui futuri, anche se non si tratta di conseguenze meccaniche. Le nuove linee di credito, sia a tasso fisso che variabile, possono infatti risentire del maggior costo di finanziamento delle banche. Con uno spread Btp-Bund incontrollabile, gli istituti di credito saranno costretti a remunerare meglio le loro obbligazioni. Dovendo garantire agli investitori un rendimento più alto, hanno evidenziato Ardito-Janiri su La voce.info, potrebbero scaricare parte dei costi sui cittadini, alzando gli interessi sui mutui.

Non solo: se il differenziale dovesse andare alle stelle, gli istituti di credito, che hanno in aggregato 372 miliardi investiti in titoli di Stato emessi da amministrazioni pubbliche (dati Bankitalia su agosto 2018), rischiano di veder eroso il loro patrimonio, con un effetto domino che potrebbe ricadere sul costo dei prestiti erogati agli italiani.

Fino a quando la Bce non alzerà i suoi tassi di interesse – “Orizzonte estate 2019”, copyright Mario Draghi – anche l’erogazione di nuovi mutui, in ogni caso, non dovrebbe subire le oscillazioni dello spread Btp-Bund. Occasione d’oro allora per chi ha in agenda la richiesta di un prestito: è l’ultimo treno per approfittare della politica dei tassi di interesse a zero fortemente voluta dall’attuale governatore della Bce. Dal prossimo autunno, infatti, i tassi di interesse saranno molto probabilmente più alti e soprattutto non è detto che il successore di Draghi, in scadenza a fine 2019, possa aver voglia di continuare con la stessa politica monetaria.


Fonte: WIRED.it