Quali sono gli smartphone che emettono più radiazioni



Quali sono gli smartphone con valori Sar più alti e più bassi tra quelli che attualmente sono disponibili all’acquisto? Il valore Sar o tasso di assorbimento specifico va a esprimere la percentuale di energia elettromagnetica che viene assorbita dal corpo una volta esposto a un campo elettromagnetico a radiofrequenza.

Il portale tedesco Statista ha pubblicato due infografiche che raccolgono i valori che sono stati diffusi dagli stessi produttori di smartphone e che devono essere esposti in confezione e sui siti ufficiali. Ricordiamo che i valori massimi secondo le leggi dell’Unione Europea sono di 2 watt per kg (W/kg).

Il ranking di Statista degli smartphone con valori Sar più alti presenta una predominanza di dispositivi provenienti da produttori cinesi, ma fanno capolino anche iPhone 8 e iPhone 7. La classifica annovera Xiaomi Mi A1, OnePlus 5T, Huawei Mate 9, Huawei P9 Plus, Huawei GX8, Huawei P9, Huawei Nova Plus, OnePus 5, Huawei P9 Lite, iPhone 7, Sony Xperia XZ1 Compact, OnePlus 6, iPhone 8, Xiaomi Redmi Note 5 e ZTE Axon 7 Mini.

Gli smartphone con valori Sar più bassi vede Samsung a farla da padrona (con Samsung Galaxy Note 8, S8, S8 Plus, S9 Plus, S7 edge e Galaxy A5 2016), con una buona presenza anche dei cinesi di ZTE (ZTE Axon Elite, Blade A610 e V9) e dei connazionali di LG (LG G7 ThinQ e LG Q6) insieme a HTC U11 Life e alla coppia Motorola Moto G5 Plus e Moto Z.

Quanto valgono le classifiche dei valori SAR

Lo smartphone è un dispositivo tecnologico che genera un campo elettromagnetico e che teniamo vicino al nostro corpo praticamente tutto il giorno, non solo quando telefoniamo portandolo all’orecchio ma anche in tasca, ad esempio.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità afferma che le “Esposizioni al di sotto dei limiti raccomandati negli orientamenti del CNIRP in materia di EMF (1998), riguardanti l’intera gamma di frequenze da 0 Hz a 300 GHz non producono effetti nocivi conosciuti sulla salute“.

Come si può subito comprendere, pur offrendo dati importanti e da prendere in considerazione, coi valori SAR non si hanno delle verità assolute e definitive, visto che “Esistono ancora lacune – specifica ancora OMS – nella conoscenza che devono essere ancora colmate prima di poter valutare meglio i rischi per la salute“. Tradotto: gli effetti delle esposizioni sul lungo periodo (nell’ordine anche di uno o meglio due decenni) non hanno ancora i dati necessari per conclusioni. Tuttavia, sono informazioni che non si possono certo ignorare e che dovrebbero meritare più attenzione da parte degli utenti.


Fonte: WIRED.it