Contraffazione, il mercato del falso online costa all’Italia 35 miliardi



Valentino (foto: Getty Images)

Il costo della contraffazione internazionale per le imprese italiane si aggira attorno a 35 miliardi di euro ed è un mercato diffuso prevalentemente sul web tramite le grandi piattaforme di ecommerce. Questi sono i dati che Indicam, l’istituto di Centromarca (l’associazione delle imprese di marca) per la lotta alla contraffazione, insieme a Ocse e Euipo (l’agenzia europea per la difesa della proprietà intellettuale), ha riportato in occasione del forum 2018 a Milano.

Secondo i dati più recenti, soltanto in Italia, il mercato del falso produce un fatturato di oltre 10 miliardi, e in tutta Europa si aggira attorno agli 85 miliardi, soprattutto a causa di scarsi controlli doganali. Secondo Indicam, poi, la contraffazione procura un danno all’erario di circa 5,7 miliardi di euro di gettito con un impatto occupazionale stimato attorno a 87mila posti di lavoro persi. Inoltre, in termini assoluti si stima che i dispositivi informatici sono quelli maggiormente contraffatti (circa 2,3 miliardi di euro), mentre in termini relativi si sono registrati un 15,3% di prodotti falsi nella pelletteria e nelle borse, un 14,3% nei giocattoli e un 13,4% nell’abbigliamento.

Per combattere questo fenomeno dilagante, Indicam propone delle misure restrittive come il blocco delle piattaforme di ecommerce che non eliminano i prodotti falsi messi in vendita. Per l’associazione il commercio su web non è ancora sottoposto alle strette norme di tutela e controllo e gli operatori internet sono spesso esenti da responsabilità riguardo alle violazioni, perché il fenomeno della contraffazione online è difficilmente controllabile dal momento che i prodotti sono spediti anche singolarmente per posto o corriere.

Per questo, “gli strumenti che proponiamo per combattere la contraffazione sono un maggior monitoraggio del web – ha spiegato Mario Peserico, presidente Indicam – quindi una maggiore responsabilità delle piattaforme affinché individuino i prodotti contraffatti e li blocchino nelle loro aste. Un altro mezzo che riteniamo fondamentale è quello di utilizzare i metodi di pagamento, quindi le carte di credito, affinché quei prodotti riconosciuti come contraffatti non possano essere venduti pena il blocco della piattaforma”. Inoltre, un’altra misura proposta è anche l’introduzione di esperti dedicati alla tutela dei diritti di proprietà intellettuale direttamente nelle ambasciate italiane nei Paesi più a rischio.


Fonte: WIRED.it