Jodie Whittaker: “Il mio Doctor Who sarà qualcosa di diverso”



Doctor Who, l’alieno millenario che viaggia nel Tempo e nello Spazio protagonista delle celebri serie di fantascienza, torna con un nuovo volto, quello di Jodie Whittaker. La serie targata Bbc ha esordito 55 anni fa, nel 1963; rilanciata nel 2005 dall’eclettico sceneggiatore e produttore Russell T. Davies, si è consolidato come show di culto anche in Italia grazie alla messa in onda su Rai4. Dal 7 ottobreDoctor Who torna sugli schermi nazionali del Regno Unito con gli episodi inediti della 11ma stagione del reboot (l’Italia dovrà aspettare qualche mese, la data non è ancora fissata) e svariate novità: l’avvento del nuovo showrunner Chris Chibnall (Broadchurch) in sostituzione di Steven Moffat (Sherlock) è all’insegna della rivoluzione.

La tredicesima incarnazione del Dottore (periodicamente l’extraterrestre di Gallifrey si rigenera cambiando look, età apparente e temperamento), dopo l’addio di Peter Capaldi, è di sesso femminile: “Il tredicesimo Dottore è incredibilmente vitale, divertente, energico, inclusivo, è la migliore amica che si possa desiderare in qualità di propria guida nell’universo”, ha commentato Chibnall per descrivere la versione di Whittaker, attesissima (e da alcuni criticata per via del suo sesso).

Ha un’energia molto simile al Doctor Who di Matt Smith”, ha aggiunto la collega Mandip Gill (che apparirà nella serie nei panni di una dei tre compagni di viaggio umani della protagonista), ricordando che ogni versione del Dottore è unica ma ha anche un deciso senso di continuità rispetto al passato.

Ecco come ci ha presentato il nuovo Dottore la sua stessa interprete, la 36enne Jodie Whittaker.

Interpreti il primo Dottore donna, cosa pensi della reazione perplessa di una parte di pubblico?

“Prima di tutto non interpreto un Dottore donna, sono una donna! E nemmeno si applica necessariamente la distinzione classica di genere tra uomo e donna: interpreto un alieno. Per cui di cosa stiamo parlando? Non ho mai capito perché un eroe debba avere forma maschile o femminile o di bambino, il dottore è una figura eroica e basta, è solo questo che conta. Quand’ero più giovane, le parti che mi interessavano spesso mi venivano precluse perché non ero del sesso o dell’aspetto giusti… questo mi ha sempre turbato molto, e quindi oggi sono estasiata dalla decisione di Chris Chibnall. In ogni caso, non vedo perché agitarsi, per lo meno io non vedo il problema. Il problema, per me, è un altro almeno: hai una vaga idea di quanto sia dura imparare i monologhi pazzeschi e lunghissimi enunciati dal Dottore? È davvero logorroico!”.

Quello del Dottore è il ruolo della vita: il pubblico ti identificherà per sempre con questo personaggio, come accade ai protagonisti di altre saghe di culto come Star Wars o Harry Potter.

“Sì, so che sarò il Dottore per sempre, ma nel complesso questo ruolo costituisce una sfida bellissima. Probabilmente quando accetti un ingaggio di questo genere non è solo il ruolo della vita perché entrerai nell’immaginario di tutti come un’Incarnazione del Dottore, ma è anche il ruolo della vita perché mi dà l’occasione di entrare nelle case di fan affezionati da 55 anni”.

Qual è il predecessore che ti ha più influenzato?

“Mi è capitato più di una volta di imbattermi nella serie facendo zapping in televisione, per cui posso dire di aver visto alcuni episodi sparsi, ma non sono una fan sfegatata. Non posso dire di essermi legata a nessuno in particolare. Mi ci sono avvicinata con uno sguardo fresco e per Chris questo era una premessa fondamentale: vuole una cesura con il passato, desidera fare qualcosa di nuovo rispetto alle stagioni precedenti e il mio tipo di prospettiva così scevra di giudizi e pregiudizi era perfetta per lui. Dal canto mio, volevo essere onesta verso me stessa e i miei istinti. Trovo liberatorio che ogni Dottore sia diverso e a sé stante: certo, è una creatura passionale, strana, mercuriale e intelligente, caratteristiche che ovviamente avrà sempre, ma ogni persona che lo incarna ne dà un’interpretazione diversa”.

Lascia indietro stranezze e idiosincrasie dei predecessori in favore di un Dottore energico e affidabile”, così Chibnall ha descritto il tuo Dottore. Come hai costruito la tua versione?

“Per fortuna l’espediente narrativo della rigenerazione è ideale, non solo per agevolare il passaggio da un attore all’altro, ma anche per giustificare diverse peculiarità caratteriali e manierismi del personaggio. Chris mi ha detto di essere semplicemente me stessa, di buttare nel personaggio tutta la mia energia, tutte le esperienze traumatiche che ho vissuto nella mia vita e convogliarle dentro al personaggio. Tuttavia, io sono una persona pratica, non era spaventata da quello che mi aspettava, mi sono semplicemente affidata all’istinto. Poi, quando abbiamo iniziato a girare e tutto è diventato reale, ero terrorizzata e contenta al tempo stesso. Credo di aver pianto anche un po’”.

Una delle novità di questa edizione è costituito dall’abbondanza di comprimari, ce ne parli?

“Il mio Dottore non ha un solo compagno o compagna, il mio ne ha tre e lo trovo fantastico: appartengono a sesso, età e background diversi, hanno prospettive differenti rispetto alle avventure epiche che vedono e che vivono: secondo me grazie a questo Doctor Who sarà in grado di coinvolgere ogni fascia di pubblico”.

Il costume del Dottore è da sempre molto rivelatorio del tipo di personalità che avrà, lo è anche il tuo?

“È vero, è tradizione che il costume del Dottore rispecchi la sua indole e, per esempio, Peter Capaldi ha scelto personalmente ogni capo del suo guardaroba da Signore del Tempo. Anche io potuto dire la mia: ci tenevo che il suo abbigliamento non lo associasse a un periodo storico preciso, inoltre doveva essere comodo, moderno ma con qualcosa del passato, né femminile né maschile, e doveva essere riconoscibile, avere uno stile in grado di far intuire che dentro quei vestiti c’è il Dottore. Ogni dettaglio è un rimando che i fan più sfegatati riconosceranno”.

Perché dopo mezzo secolo il Dottore è ancora così amato?

“L’ho capito il primo giorno sul set, quando ho sentito che ero io il Dottore. È stato meraviglioso, volevo trasparisse la gioia, l’eccitazione, l’energia e il senso della speranza del Dottore. Vede la bellezza delle cose, si stupisce ancora dei misteri dell’universo, e questo nonostante abbia vissuto migliaia di anni accumulando conoscenze. Si concede di continuare a imparare, stupirsi e non giudicare, e questo dopo tutto quello che ha passato, vissuto e visto. Il dottore non si pone regole, ed è così tante cose. Come si fa a non adorarlo?”.


Fonte: WIRED.it