10 buoni motivi per passare all’auto elettrica



(Foto: Harold Cunningham/Getty Images)

Fino a una decina di anni fa ogni automobilista in procinto di cambiar macchina si chiedeva se convenisse un benzina o un diesel, oppure una versione a metano o a Gpl. Per gli amanti delle tecnologie d’avanguardia, l’alternativa era tutt’al più l’ibrido, entrato in scena all’inizio del nuovo secolo grazie all’intuizione della Toyota.

Oggi però c’è una sesta opzione, più rivoluzionaria e radicale: l’auto elettrica.

L’offerta sul mercato è già ampia (una decina i modelli oggi disponibili) e lo diverrà ancora di più nei prossimi due o tre anni quando quasi tutti i grandi costruttori metteranno in vendita i loro veicoli a zero emissioni. Le tecnologie si sono affinate e consolidate, i costi di produzione si stanno allineando a quelli delle auto tradizionali e norme anti inquinamento sempre più severe le rendono, in prospettiva, gli unici mezzi di trasporto compatibili con le politiche di sostenibilità ambientale. Vediamo allora dieci buoni motivi per scegliere da subito di entrare nel nuovo mondo della mobilità elettrica.

1. I consumi sono molto inferiori a quelli di un’auto tradizionale. Questo grazie alla maggior efficienza del motore elettrico. In altre parole, ogni unità di energia incamerata nella batteria si trasmette alle ruote quasi interamente (90%, con solo un 10% di dispersione) mentre per i carburanti il rapporto scende fra il 25 e il 40% al massimo. Per 100 chilometri di percorrenza un’auto elettrica, a seconda del peso e delle prestazioni, può consumare tra 10 (le più piccole) e 21 kWh di energia (le più grandi).

Il costo a KWh dipende da come si ricarica e con quali contratti individuali. Ma ipotizzando un range da 0,29 euro a kWh per le ricariche domestiche a 0,50 euro a kWh per un pieno da una colonnina pubblica a ricarica superveloce, i nostri 100 km possono costare da 2,9 a 6,09 euro nel caso di ricarica domestica e tra 5 e 10,5 euro in caso di ricarica super veloce. Prendendo auto a benzina o gasolio equivalenti i costi variano fra i 24 euro di un’auto di grossa cilindrata a benzina e i 7,75 euro di una “piccola” a gasolio.

2. Fare il pieno all’auto elettrica può anche non costare nulla se l’abitazione del proprietario è dotata di impianto fotovoltaico con un sistema di alimentazione “intelligente” e se i tempi della ricarica sono scelti con una certa accortezza, privilegiando i momenti della giornata a maggiore insolazione. Val la pena di ricordare che ogni auto, in Italia, è ferma in sosta per oltre l’80% del tempo e che la percorrenza media delle auto in Italia non supera i 32 chilometri giornalieri. In prospettiva l’auto elettrica può diventare addirittura una fonte di ricavi. Quando infatti saranno introdotte le nuove tecnologie di collegamento bidirezionale (V2G, ovvero Vehicle to Grid) ogni auto connessa potrà trasformarsi in “venditore” di energia, cedendola alla rete nei momenti di picco della richiesta. Questa funzione rappresenterà un elemento cruciale di bilanciamento del sistema quando aumenterà la quota di produzione di energia da fonti rinnovabili diffuse, discontinue e non programmabili.

3. L’auto elettrica gode di agevolazioni alla circolazione. Quasi tutte le grandi città italiane consentono ai veicoli Ev di accedere e circolare liberamente nei centri storici (eccetto le aree pedonalizzate) e senza spese per l’accesso dove le aree ZTL siano a pagamento, come a Milano. Non sono mai soggette ai blocchi di traffico per sforamento dei parametri di inquinamento, mentre molte città prevedono addirittura, in un futuro molto prossimo, di vietare la circolazione ai mezzi più inquinanti come i diesel.

4. Nella maggior parte delle regioni italiane l’auto elettrica è esentata dal pagamento del bollo di circolazione. In molte città è prevista anche l’esenzione dal pagamento del parcheggio che comunque è gratuito negli appositi spazi riservati durante la ricarica delle batterie.

5. Quasi tutte le compagnie assicurative prevedono tariffe agevolate per le auto elettriche. Gli sconti oscillano mediamente fra il 30 e il 40% sul costo della polizza. Infatti, secondo i dati fin qui raccolti (però su una casistica ancora limitata e quindi statisticamente poco significativi) i possessori di auto elettrica vantano un indice di incidentalità inferiore rispetto all’universo degli automobilisti.

6. Le auto elettriche non emettono gas tossici, in particolare il biossido di azoto (NO2) prodotto dalla combustione di idrocarburi. Si tratta di gas che non esistono in natura, ma si generano con la ricombinazione di ossigeno e azoto alle altissime temperature tipiche dei motori a scoppio. Secondo l’Agenzia Europea per l’ambiente (AEA) il biossido di azoto provoca ogni anno in Italia 21.040 morti premature, soprattutto nelle aree pianeggianti del Nord e nei grandi centri urbani dove la concentrazione di questo gas è tra le più alte d’ Europa. Gli effetti sono tanto più dannosi quanto più si è vicini alle fonti di emissione.

7. Le auto elettriche non emettono polveri sottili (PM 3, PM 5 e PM 10), o ne emettono in misura enormemente minore rispetto alle auto termiche. Sempre secondo l’OMS le polveri sottili sono causa ogni anno in Italia di 66.630 decessi prematuri, concentrati anche in questo caso nelle aree più urbanizzate del Paese, cioè la Pianura Padana e le grandi città. Le polveri sottili sono nano particelle solide prodotte o dai residui della combustione di idrocarburi o dalla micro-usura dei metalli. Nelle auto elettriche non c’è alcuna combustione e le parti metalliche in movimento (quindi soggette ad usura) sono poche decine contro duemila circa di un’auto termica. A questo proposito valga per tutti l’esempio dei freni. Nelle auto tradizionali i freni a disco si fanno carico dell’80% del rallentamento attraverso l’attrito fra dischi e pastiglie; il risultato è un veloce consumo di entrambi, che infatti vanno sostituiti (le pastiglie in particolare) più di una volta durante la vita di un’auto. Le auto elettriche frenano principalmente attraverso la frenata rigenerativa che inverte il flusso di energia tra motore e batteria, senza attriti meccanici. Non c’è cambio, non ci sono ingranaggi di trasmissione né sistemi di conversione del moto da oscillatorio (i pistoni) a rotatorio (l’asse delle ruote).

8. Le auto elettriche hanno un impatto inferiore sul surriscaldamento globale. Infatti, non emettono direttamente alcun gas serra (anidride carbonica o CO2) poiché, in marcia, non bruciano carburanti fossili. Consumano l’energia elettrica immagazzinata nelle batterie che ormai in larga misura viene prodotta da fonti rinnovabili come eolico, fotovoltaico, biomasse, idroelettrico, geotermico. La quota di energia elettrica “pulita” in Italia è pari al 30-32%, nel mondo al 20% circa. Anche per la parte prodotta da idrocarburi nelle centrali a gas, a olio combustibile o a carbone, la maggior efficienza del processo consente di contenere le emissioni di gas serra e di abbattere quelle di gas nocivi. Nella fase di produzione, le auto elettriche utilizzano circa il 25% di energia in più (a causa delle batterie), ma il maggior impatto ambientale si azzera entro i primi due tre anni di utilizzo e diventa positivo in quelli successivi.

9. L’auto elettrica richiede pochissima manutenzione. Come abbiamo visto l’usura meccanica è minima, il motore è semplicissimo e non necessita di regolazioni, non si surriscalda e quindi non utilizza liquidi di raffreddamento o lubrificazione e filtri. Quella elettrica è una tecnologia giovane per l’auto, ma consolidata da più di cent’anni in tutti i processi industriali, negli elettrodomestici, nei mezzi da lavoro e in altri mezzi di trasporto come i treni. Ed è una tecnologia più affidabile di quella degli attuali motori a scoppio.

10. L’auto elettrica è allo stesso tempo rilassante ed emozionante. Rilassante perché il motore non produce altro rumore che un impercettibile sibilo, e la guida è semplificata dall’assenza del cambio e della frizione. Anche il pedale del freno si aziona solo in casi eccezionali dal momento che il solo rilascio dell’acceleratore rallenta con decisione l’autovettura, grazie alla frenata rigenerativa. Emozionante per l’eccezionale erogazione della potenza, già in coppia massima fin dal primo giro di motore.


Fonte: WIRED.it