La sciocca idea di una correlazione tra spread e scie chimiche



(Foto: Flickr Creative Commons)

A volte è difficile pensare che certi argomenti possano essere davvero motivo di discussione, o per lo meno si spera che si tratti solamente di qualche buontempone a cui piace divertirsi nel fare il troll. Ma quando in un gruppo Facebook dedicato al “monitoraggio delle scie chimiche in provincia di Brescia” si inizia a parlare di spread, i complottismi spuntano come funghi.

Il salto, a livello logico, non è poi così enorme: se le scie chimiche sono uno strumento usato dai Governi mondiali per esercitare il controllo sui popoli e piegare le persone al volere oscuro, allora tra i temi sui quali occorre una spruzzatina di convincimento c’è anche lo spread, la differenza di rendimento a 10 anni tra i titoli di Stato italiani (i Btp) e quelli tedeschi (i Bund).

Non è ben chiaro, tuttavia, il senso della presunta proporzionalità diretta tra il valore dello spread e la frequenza delle scie chimiche. La formulazione originale della teoria è che “più sale lo spread e più irrorano”, ma ciò significherebbe che [i Signori del mondo] vorrebbero costringerci con la “chimica” ad accettare anche uno spread alto, sottintendendo che sarebbe meglio per il popolo se invece avesse un valore basso. Tutto ciò avrebbe poco senso come complotto occulto, dato che ogni giorno su tutti i media ci sono economisti che pubblicamente auspicano che lo spread si mantenga contenuto. Insomma, siamo di fronte a un complotto con le idee un po’ confuse.

È un vero peccato che i sostenitori della correlazione scie-spread non abbiano fornito dati, grafici e statistiche. Magari avremmo avuto, dopo un po’ di giorni passati con il naso all’insù a contare le scie di condensazione di vapore acqueo lasciate dagli aerei, un’altra delle fantastiche correlazioni improbabili raccolte da Tyler Vigen.

Con un pizzico di serietà in più, forse la vera notizia che si cela dietro questa storia è che lo spread – un argomento ostico e specialistico che fino a qualche anno fa era questione di interesse solo per gli economisti – si è fatto spazio nelle nostra quotidianità come un tema irrinunciabile da seguire minuto per minuto. Complici i continui richiami al differenziale Btp-Bund da parte di media e politici, qualcuno probabilmente ne ha fatto ormai un’ossessione, tanto da affrontare la questione con quel timore dell’incomprensibile e dell’incontrollabile che spesso sfocia in teorie del complotto. Teorie di cui si parla anche pubblicamente, come accadrà (secondo quanto pubblicizzato online) il prossimo 13 ottobre alla sala dei Notari a Perugia, in occasione di un “convegno nazionale” sulla geoingegneria.

Ma per fortuna, tornando a Facebook, c’è chi contrasta questo complotto chimico-economico con altre evidenze sperimentali altrettanto affidabili: “irroravano allo stesso modo anche con lo spread basso”. E allora basta: finché non c’è accordo almeno sui dati statistici, anche dal punto di vista del metodo scientifico non si possono trarre conclusioni. Quindi attrezziamoci, a coppie: il primo guarda il cielo e conta le scie, il secondo si appunta a quanto ammonta lo spread. Tra l’altro, è un’ottima attività alternativa per umarell.


Fonte: WIRED.it