Offerte luce e gas, arriva una guida per evitare “trappole” in bolletta



Offerte luce e gas (Pixabay)

Nel 2020 il mercato delle offerte luce e gas verrà definitivamente liberalizzato e ogni cliente potrà quindi scegliere diverse offerte e il fornitore si addice di più alle proprie esigenze. In vista dell’entrata in vigore del libero mercato l’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm) ha pubblicato un vademecum per aiutare i cittadini a scegliere consapevolmente. Vediamo che cosa c’è scritto.

Con il piano di liberalizzazioni l’idea è che i consumatori più consapevoli possano trarre benefici dalla comparazione delle offerte luce e gas, perché, come si legge, il regime di concorrenza tra le imprese “manterrà i prezzi di energia elettrica e gas naturale aderenti ai costi, trasferendo alla clientela finale gli sconti che le imprese venditrici ottengono comprando energia e gas nei mercati all’ingrosso, e limiterà molte inefficienze dei servizi”, soprattutto quelle oggi dovute alle situazioni di monopolio in cui operano i principali operatori.

L’Autorità garante si impegna quindi ad applicare le norme antitrust per tutelare i consumatori dagli abusi possibili dei fornitori che operavano in regime di “maggior tutela” e soprattutto a sorvegliare affinché si applichino condizioni contrattuali trasparenti.

 Per affiancare i consumatori nella scelta dei nuovi fornitori, inoltre, “il regolatore di settore (l’Arera – Autorità per la regolazione dell’energia, delle reti e dell’ambiente, ex Aeegsi) ha imposto a tutti i venditori del mercato libero la fornitura di offerte standardizzate a condizioni contrattuali definite dall’Arera stessa”.

Dal 1 dicembre 2018 sarà poi disponibile il portale sul sito acquirente unico per comparare in modo gratuito le offerte luce e gas. Ma da parte dei consumatori sarà necessario conoscere la struttura del settore e del prezzo, composto essenzialmente da tre punti. Il primo consiste in “voci che riguardano i servizi con un costo che non può essere modificato dai venditori (il costo del dispacciamento, la “spesa per il trasporto e la gestione del contatore”, gli “oneri di sistema”)“. Il secondo è composto da “imposte e tasse (come l’accisa che pesa sul prezzo del gas)“. Infine c’è la “componente energia e margine di commercializzazione al dettaglio che sono stabilite dai venditori“. Nel complesso, quindi, l’unica componente su cui i venditori possono competere è quella relativa al terzo punto, che rappresenta una frazione che pesa per non più del 50% del prezzo complessivo finale.

Per quanto riguarda invece le informazioni di carattere generale, il vademecum comprende anche dei suggerimenti pratici. Come, per esempio, l’invito a non sottoscrivere contratti telefonici prima di aver letto e compreso tutte le condizioni contrattuali. L’Antitrust consiglia di accertarsi di avere sempre la possibilità di confermare per iscritto il contratto telefonico e infine chiedere sempre un secondo contatto per confermare la volontà di sottoscrivere una nuova fornitura. Inoltre, il contratto telefonico non è irreversibile e lascia la possibilità di recesso entro 14 giorni solari dalla stipula.

In caso di attivazione di fornitura non richiesta o attivata a insaputa del consumatore, invece, nel testo si legge che il cliente ha: “diritto a non pagare la fornitura ai sensi dell’art. 66-quinquies del Codice del consumo”. Inoltre “può sporgere reclamo all’Autorità garante della concorrenza e del mercato”. E “il fornitore non richiesto vi deve riportare al precedente fornitore secondo la procedura di ripristino”

Infine, Agcm invita a diffidare di possibili addebiti una tantum sul conto corrente, perché tutti i lavori di manutenzione e ammodernamento delle reti di distribuzione devono essere coperti da voci specifiche riportate in bolletta e non con addebiti sul conto. Entro 8 settimane si potrà comunque provvedere a chiedere alla banca la revoca di eventuali addebiti, mentre per addebiti chiaramente non autorizzati il periodo entro cui richiedere la revoca sale a 13 mesi.

Secondo le stime di Facile.it, se in Italia si applicassero le tariffe calcolate come media di quelle europee, il costo complessivo delle offerte luce e gas si alleggerirebbe del 15%; un risparmio complessivo pari a circa 240 euro l’anno. Nello specifico potremmo risparmiare circa il 10% sulla bolletta elettrica e addirittura il 18% su quella del gas.

Per l’energia, nello Stivale le famiglie sostengono costi maggiori rispetto a Francia e Grecia, ma inferiori se confrontati a quelli di Spagna e Germania. Limitando l’analisi alla bolletta del gas si scopre che i consumatori italiani pagano meno di quelli svedesi ma, dovendo far fronte ad uno dei costi unitari più alti fra quelli degli Stati considerati, pagano più di tedeschi e britannici.


Fonte: WIRED.it