Stasera Italia, sono peggio le parole di Feltri in diretta o i fuorionda della Gentili?

Stasera Italia, sono peggio le parole di Feltri in diretta o i fuorionda della Gentili?



Striscia la Notizia riapre la stagione con il suo pezzo forte: i fuorionda. Si potrebbe stare a discutere sulla correttezza di rendere pubbliche delle conversazioni private, ma una cosa è certa: i fuorionda sono una garanzia di successo (in termini di ascolti) per Striscia la Notizia ai quali, quindi, non rinuncerà mai.
A cadere nel tranello questa volta è la giornalista di Rete 4 Veronica Gentili che, durante un’intervista a Vittorio Feltri, si è lasciata andare a dei commenti poco lusinghieri sul direttore di Libero.

Chi invita Vittorio Feltri sa bene cosa aspettarsi, anzi, spesso il giornalista è ospite nelle trasmissioni proprio perché il suo modo di fare senza censure è un richiamo per il pubblico, e anche durante il collegamento con la trasmissione Stasera Italia, Feltri non si è smentito.
Mentre in studio Veronica Gentili affrontava con il co-conduttore Giuseppe Brindisi il tema del Gay Pride, Feltri non ha perso occasione per esprimere il suo parere “Il ministro Fontana sbaglia, quella dei fr**i è una realtà”. Richiamato dai conduttori sul modo di esprimersi, Feltri ha rincarato la dose “Io parlo in italiano e non in inglese. Li posso chiamare recchioni, li posso chiamare busoni, ma non li chiamo gay, è chiaro?


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Feltri si è poi dedicato a commentare la politica estera “Macron non ha perso la testa perché non l’ha mai avuta.

Va a letto con la nonna da 20 anni, non gli darei molto credito. I flussi migratori? Non capisco perché noi italiani dobbiamo farci carico dei problemi dell’Africa. Anche perché dieci-quindici anni fa gli africani non stavano meglio di oggi. Eppure non venivano qui a rompere i co****i”.
Le reazioni in studio non si sono fatte attendere. Sapendo di non essere ascoltata dal direttore di Libero, Veronica Gentili ha commentato le esternazioni di Feltri come il frutto dell’ebbrezza “È talmente ubriaco che non riesce neanche a parlare”. Più che una sana indignazione nei confronti delle parole fortemente discriminatorie  di Feltri, si è invece scatenato un clima di giubilo, probabilmente pregustando gli ascolti che simili affermazioni avrebbero portato “Che spettacolo! Che spettacolo, ragazzi”.

Il servizio di Striscia la Notizia ha reso noto quanto è accaduto in studio, scatenando il risentimento di Feltri che, intervistato ad Un giorno da pecora, ha chiarito la sua posizione “Io non mi ubriaco e, quando qualcuno mi rivolge delle accuse così assurde, non reagisco, non puoi rispondere ad una stupidella che spara delle sciocchezze”.
In questa storia, è evidente, ci sono parecchie cose che non funzionano. Partiamo dalle esternazioni di Feltri. È mai possibile che ci si stupisca ancora per il modo di fare politicamente scorretto del direttore di Libero? Se intervisto Francesco Totti, non mi aspetto certo che si metta a parlare di Feynman e dei positroni, così come, se intervisto Feltri, non mi posso aspettare dei toni concilianti e pacifici. Le cose sono due: o i giornalisti della redazione di Stasera Italia hanno vissuto finora su Marte e quindi non hanno mai assistito ad un’intervista a Feltri, oppure sono assolutamente fuori luogo quando si mostrano costernati e quasi scioccati di fronte a certe frasi. Insomma, Feltri è stato invitato in trasmissione proprio per creare scalpore, lo sanno tutti.

Allo stesso modo le parole di Veronica Gentili risultano sgradevoli e offensive. Eppure “chi di spada ferisce, di spada perisce”: Vittorio Feltri spara a zero su tutti, non si cura del suo linguaggio e non si preoccupa di colpire le persone. Per quale motivo dovrebbe aspettarsi che gli altri lo trattino in maniera diversa da come lui tratta loro? Feltri si mostra risentito per le parole della Gentili, ma di sicuro le frasi che lui ha rivolto ai gay, a Macron e ai migranti non sono certamente meno offensive.
Ma la cosa più grave è che a nessuno sia venuto in mente di spegnere il microfono di Feltri e di condannare le sue parole discriminatorie. Perché alla fine ciò che conta sono solo gli ascolti.


Fonte: WIRED.it