Non solo Versace: i marchi della moda made in Italy venduti all’estero



Negozio di Versace (Getty Images)

Sono ore di attese. In giornata dovrebbe arrivare l’ufficializzazione della vendita della storica casa di moda Versace all’americana Michael Kors. La maison della medusa è l’ultima tra le griffe italiane a passare a una proprietà estera, anche se la famiglia Versace manterrà una partecipazione nel gruppo. Kors subentra al fondo Blackstone, che aveva il 20% dell’azienda, ma diventerà azionista di maggioranza.

La moda made in Italy ha da sempre attratto capitali stranieri, molto spesso dalla vicina Francia. Marchi come Bulgari – che da solo produce un fatturato stimato intorno ai 2 miliardi di euro annuali –, ma anche Fendi, Loro Piana e Emilio Pucci sono oggi tutti parte del gruppo Lvmh (sigla per Moët Hennessy Luis Vitton), con sede a Parigi. La società d’oltralpe, che include anche Dior, Kenzo, Givenchy e altri colossi della moda, ha chiuso il 2017 con un fatturato complessivo di 42,64 miliardi di euro.

Tra le cessioni ormai storiche si può ricordare quella di Gucci, che nel 1999 ha venduto il 42% alla francese Pinault-Printemps-Redoute – oggi Kering –, sempre con sede a Parigi e con un valore azionario di 457,80 euro. Oltre a Gucci, fanno parte di Kering anche Bottega Veneta, Sergio Rossi, Brioni e la milanese Pomellato.

Per rimanere nell’ambito delle operazioni in Europa, il marchio bolognese di intimo e lingerie La Perla è oggi controllato dalla società di investimento olandese Sapinda Holding. Il gruppo svizzero Richemont, che già controlla Cartier e Montblanc, ha comprato la maggioranza delle quote del sito di ecommerce di moda Yoox, fondato nel 2015 da Federico Marchetti.

Verso Oriente infine si sono spostati marchi storici come Fiorucci, nelle mani della giapponese Edwin Internationalma anche Valentino e Missoni, parte di Valentino Fashion Group che dal 2012 è controllato dalla Mayhoola for Investments, con sede in Qatar. Krizia è stata acquisita nel 2014 dalla cinese Shenzhen Marisfrolg Fashion, mentre il marchio di borse e pelletteria Coccinelle è oggi parte del gruppo coreano E-Land.


Fonte: WIRED.it