Si parla sempre di più con Alexa e Siri

Si parla sempre di più con Alexa e Siri



Gli altoparlanti intelligenti sono sempre più diffusi e per gli utenti comincia a diventare un’attività normale usare la voce per parlare con gli oggetti. 

La conferma viene da un sondaggio di Adobe , secondo cui quasi la metà delle famiglie Usa avrà uno smart speaker, come Amazon Echo o Google Home entro la fine del 2018. 

Dall’indagine , condotta su un campione di 1000 adulti statunitensi, tra i 18 e i 65 anni, risulta, inoltre, che il 71 per cento degli intervistati utilizza gli assistenti virtuali, come Alexa e Siri, integrati negli altoparlanti intelligenti, almeno una volta al giorno. Mentre il 44 per cento più volte durante la giornata. 

Chi ha acquistato uno smart speaker, per di più, si abitua al comando vocale senza avere più nessun imbarazzo anche in presenza di altre persone. E proprio per questa quotidiana consuetudine che diventa normalità è più probabile che, in futuro, si faccia sempre più uso di Alexa, Google Assistant, Siri e Bixby di Samsung. 

D’altra parte, il 38 per cento dei consumatori che non possiedono uno smart speaker sostiene di aver aumentato l’impiego di assistenti vocali perché inclusi in smartphone, pc, e nelle automobili. 

Come sottolinea Colin Morris, responsabile gestione prodotto di Adobe Analytics, è, tuttavia, grazie soprattutto agli altoparlanti intelligenti, che l’impiego della voce per il controllo degli oggetti elettronici, sembra non essere una tendenza passeggera ma una realtà destinata a durare nel tempo. 

Per fare cosa s’interagisce con gli smart speaker? Secondo Adobe principalmente per riprodurre la musica preferita (70 per cento) oppure per le previsioni meteo (64 per cento). Altre attività frequenti sono la ricerca online (47 per cento), l’impostazione di timer e allarmi e la richiesta di notizie (46 per cento in entrambi i casi). Ma gli smart speaker servono anche per effettuare telefonate (36 per cento), per gestire gli apparecchi della casa intelligente (32 per cento) e per eventuali acquisti (30 per cento). 

In questo ultimo ambito, però, i consumatori usano il comando vocale più spesso per la ricerca di prodotti, la creazione di liste di cose da comperare, o il confronto dei prezzi. In altri termini, per la fase precedente all’acquisto vero e proprio. Sotto questo aspetto lo shopping via smart speaker è ancora in una fase iniziale. 

“Man mano che la tecnologia vocale diventa più matura e si perfeziona – spiega Colin Morris – gli utenti la sfruttano a diversi livelli e in varie modalità. Le aziende, al punto in cui siamo, devono cercare di integrare l’aspetto voce nella loro strategia generale”. Per cogliere l’opportunità di un business, quello dello shopping tramite voce, che stando alle stime di OC&C Strategy Consultants , si prevede possa crescere dagli attuali 2 miliardi di dollari fino a un valore di 40 miliardi di dollari nel 2022.