Bollo auto, ecco chi ha diritto a sconti ed esenzioni



Chiavi auto

Il bollo auto è una delle tasse meno amate dagli italiani. Si tratta, di fatto, di una tassa su possesso e circolazione delle vetture, da versare in misura diversa in base alla potenza dei veicoli anche se non sono utilizzati. La riscuotono le regioni e quindi ogni amministrazione stabilisce i criteri e le norme da applicare mentre il superbollo per le auto di grossa cilindrata viene versato direttamente allo Stato. Nel complesso, secondo calcoli della Cgia di Mestre, nel 2016 il bollo auto ha portato nelle casse regionali 6,6 miliardi di euro.

Esistono però alcune esenzioni sia regionali che nazionali e il governo intende ampliare queste casistiche, in vista di un piano di agevolazioni per il passaggio ad auto meno inquinanti.

Chi non paga il bollo auto
Ad oggi sono previste esenzioni per auto utilizzate da persone disabili o invalide (sia nel caso che il veicolo sia intestato direttamente a loro o alla persone che l’ha in carico a livello fiscale). Bollo zero anche per auto ibride, auto elettriche, mentre vi sono riduzioni per auto alimentate esclusivamente a metano o gpl.

Sconto sul bollo auto anche per i veicoli storici, mentre sono esenti dal pagamento del bollo i veicoli intestati a onlus, le ambulanze e i mezzi per il trasporto di organi e di sangue.

Parziali esenzioni sono poi previste dalle singole regioni per l’acquisto o la conversione di auto in metano o gpl (Trento, Toscana, Puglia); per veicoli plug-in (Lombardia); 3 anni di esenzione per ibride benzina-elettriche (Lazio) e 5 anni di esenzione per auto elettriche (Campania).

Novità in Europa
Allo studio del governo e dell’Unione Europea
ci sono però anche altre possibili modifiche del bollo auto. Dal governo si punta alla riduzione della tassa per veicoli a basse emissioni e all’aumento per quelli altamente inquinanti, mentre l’Europa vorrebbe uniformare la tassazione in tutti i paesi dell’Unione.

L’idea è quella di legare il pagamento del bollo non più al semplice possesso ma all’inquinamento prodotto dal veicolo. In questa linea, al vaglio del governo c’è anche l’ipotesi di un aumento delle accise sul gasolio (che il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha promesso di voler abbattere) e incentivi per l’acquisto di auto meno inquinanti o elettriche.

Da parte dell’Unione Europea invece, oltre al livello di inquinamento ambientale, il bollo dovrebbe essere legato ai chilometri effettivamente percorsi durante l’anno, rilevata tramite un congegno elettrico da installare sul veicolo. Ma per attendere la risoluzione ipotizzata dall’Unione Europea ci vorranno ancora alcuni anni. La commissione Trasporti prevede l’introduzione del bollo europeo entro il 2023, con una sperimentazione sui mezzi pesanti di oltre 2,4 tonnellate.


Fonte: WIRED.it