Ricercatori del Mit: senza nucleare non si riuscirà a ridurre i gas serra



(foto: Vcg /Getty Images)

Senza includere nei piani per il clima un maggiore apporto di energia nucleare, la sfida al cambiamento climatico sarà molto più difficile e costosa. È la conclusione a cui giungono i ricercatori del Mit di Boston nel loro ultimo report The Future of Nuclear Energy in a Carbon-Constrained World, nel quale analizzano i diversi aspetti inerenti allo sviluppo delle tecnologie per la produzione di energia a basse emissioni. Nello studio gli autori sottolineano la necessità urgente di un cambiamento nelle politiche internazionali, soprattutto in merito alla riduzione dei costi.

Insieme ai colleghi dell’Idaho National Laboratory, dell’Università del Wisconsin e di Harvard, gli esperti del Mit hanno valutato l’attuale contributo degli impianti nucleari sia negli Usa sia a livello internazionale alla produzione energetica globale. In base ai dati raccolti questa ammonta al solo 5%: uno stallo che per raggiungere gli obiettivi sul clima deve essere risolto attuando politiche in direzione dello sviluppo.

Avendo analizzato ogni aspetto, ogni problema, legato allo sviluppo delle tecnologie di produzione di energia nucleare, il report contiene diversi consigli e suggerimenti rivolti ai decisori politici perché – in un’ottica lungimirante – possano predisporre provvedimenti rivolti prevalentemente all’incremento dei parametri di sicurezza e alla riduzione dei costi per gli impianti.

Per quanto riguarda la costruzione di nuove centrali nucleari, gli esperti sostengono siano necessari cambiamenti nella produzione dei reattori perché siano economicamente più vantaggiosi e più sicuri, l’impiego di materiali con elevata stabilità chimica e fisica, sistemi di sicurezza che non richiedano (o limitino) l’alimentazione a corrente alternata.

Questi sviluppi tecnologici riducono infatti la possibilità di incidenti gravi e le relative conseguenze.

Per ridurre i costi del nucleare, invece, suggeriscono l’idea di una costruzione in serie che certifichi l’uniformità delle norme di sicurezza e abbatta i costi di realizzazione.

Essenziale per gli scienziati è inoltre un cambiamento radicale delle politiche sul nucleare per consentirne lo sviluppo, che devono includere finanziamenti per condividere i costi delle licenze normative e quelli di ricerca e sviluppo, finanziamenti per il raggiungimento di specifici traguardi tecnici e per crediti di produzione.

“La nostra analisi dimostra che la realizzazione del potenziale dell’energia nucleare è essenziale per raggiungere un futuro energetico radicalmente decarbonizzato in molte regioni del mondo”, ha spiegato Jacopo Buongiorno del Mit. “L’integrazione di nuove politiche e modelli di business, nonché innovazioni nella costruzione che potrebbero rendere più economica l’installazione di centrali nucleari, potrebbe consentire all’energia nucleare di contribuire a soddisfare la crescente domanda globale di energia riducendo al contempo le emissioni per affrontare il cambiamento climatico”.


Fonte: WIRED.it