5G a casa, mettetevi comodi: per la smart home appuntamento al 2025

5G a casa, mettetevi comodi: per la smart home appuntamento al 2025



Berlino Ai televisori 8k il 5G farà la differenza. Gli schermi con una risoluzione quattro volte superiore al 4K, una delle novità dell‘Ifa di Berlino, la più grande fiera di elettronica, hanno bisogno di una banda abbastanza potente, come il 5G, per trasmettere contenuti che rendano giustizia ai nuovi televisori. Contenuti di cui non si parla prima del 2025. A sei anni dall’arrivo delle reti di quinta generazione sul mercato.

La tabella di marcia è già stata aggiornata un anno fa: il 5G, il nuovo standard di comunicazione per le reti mobili, debutterà nel 2019. “Stati Uniti e Corea del sud partiranno in primavera, seguiti poi da due Paesi europei”, spiega Don McGuire, vicepresidente responsabile del marketing globale di prodotto per Qualcomm, società statunitense di telecomunicazioni tra le più coinvolte nella partita del 5G. Poi toccherà al Giappone, a cavallo tra 2019 e 2020 sarà la volta dell’Italia, che è tra i paesi “più aggressivi” in Europa, poi nel 2021 il 5G sarà acceso anche in America del sud, Sudest asiatico e Medio oriente.

Il primo lancio avverrà con gli smartphone, poi i pc”, aggiunge McGuire. E gradualmente, al crescere della rete, si espanderanno anche gli oggetti connessi. Fino agli elettrodomestici di casa.

La smart home è l’ultimo passaggio”, osserva il manager di Qualcomm. Questo perché, spiega, “il wifi è già buono per connettere gli elettrodomestici alla rete”. Per McGuire il 5G può fare la differenza “se si vogliono far parlare gli apparecchi tra di loro o con l’esterno a una latenza bassissima”. “Penso ci vorranno dai tre ai cinque anni dal lancio perché il 5G arrivi nelle case”, conclude l’esperto. Il che sposta la lancetta dell’orologio suppergiù al 2025. E spiega perché i televisori 8k potrebbero rendere meno del previsto ancora a lungo.

D’altro canto anche i produttori non stanno spingendo l’acceleratore sul 5G nelle casa connessa. “Al momento ai nostri elettrodomestici connessi basta la rete wifi di casa”, spiega Sabine Häring, specialista in tema di smart home per il produttore di elettronica tedesco Miele. “Oggi non ci serve più banda di trasmissione. Potrebbe essere utile per la app o per servizi remoti, come aggiornamenti, ma sono passaggi futuri”, aggiunge.

“Per Siemens il wifi rimarrà il settore principale”, conferma András Bocsák, direttore marketing casa connessa della sussidiaria Bhs. Anche per il manager il wifi di casa sarà sufficiente almeno per i prossimi cinque anni per far fronte ai bisogni di connettività degli elettrodomestici intelligenti. “Il 5G darà comunque un grosso vantaggio di copertura. Potrà raggiungere, per esempio, apparecchi oggi non coperti da segnale, come le lavatrici, che i tedeschi tradizionalmente installano in cantina”, suggerisce Bocsák. E senza 5G non si potrà arrivare alla spesa “connessa” di Siemens: il frigo controlla quali alimenti mancano, li ordina al supermercato, notifica la consegna all’auto, che a sua volta avverte il negozio quando è nelle vicinanze per il ritiro.

Questione di tempo, quindi. “La smart home sposterà dall’essere solo all’interno della casa ad applicazioni sempre più all’esterno”, spiega un portavoce di Deutsche Telekom (Dt), il più grande operatore tedesco di telecomunicazioni presente a Ifa con uno stand sul 5G. Già nelle immediate vicinanze dell’abitazione le reti wlan arrancano, perciò entreranno in gioco tecnologie Lpwan (low power wide area networks). “Lo stesso accadrà per sensori mobili, sulle automobili, per esempio, in caso siano in luoghi remoti senza connessioni a banda larga o energia elettrica”, aggiungono da Dt. Si va verso una connettività ubiqua, un pezzo alla volta.

Il primo banco di prova per il 5G lo offriranno i risultati dei test in corso in tutto il mondo, come quelli avviati in cinque città in Italia, tra i paesi più avanti in Europa, con Gran Bretagna e Germania, nella corsa alle nuove reti mobili. “La diffusione del 5G sarà graduale. Si partirà da nuclei che si espanderanno lentamente e chi abita fuori dalla città sperimenterà il passaggio da reti 4G a quelle di ultima generazione”, anticipa McGuire. I piani degli operatori di telefonia e dei governi determineranno la tabella di marcia con cui le reti saranno implementate. In Italia il nodo della gara 5G, che entrerà nel vivo settimana prossima, riguarda il trasloco di banda delle televisioni. Mentre in Germania il governo ha annunciato che riserverà una fetta dello spettro 5G all’industria per realizzare le fabbriche connesse con una rete proprietaria. I grandi, come Bosch e Siemens, sono già ai blocchi di partenza.


Fonte: WIRED.it