A Torino arrivano le sex doll, cosa ne pensano gli italiani

A Torino arrivano le sex doll, cosa ne pensano gli italiani



Solo un italiano su quattro le proverebbe, ma solo uno su cinque è per vietarne l’utilizzo: le sex dolls non sembrano scaldare le fantasie degli italiani.

Non si scandalizzano, ma nemmeno appaiono così interessati a provare l’esperienza. Questo, secondo un sondaggio realizzato da YouGov per Wired, il sentimento degli italiani rispetto alle sex doll. Tema più che attuale dato che il 3 settembre apre a Torino la prima sede in Italia di LumiDolls, casa di appuntamenti in cui i clienti possono intrattenersi con queste bambole erotiche.

I numeri raccolti da YouGov dicono che appena un italiano su quattro si dice interessato a provare l’esperienza. Siamo un Paese di moralisti? Tutt’altro: appena uno su cinque si scandalizza al punto da sostenere che LumiDolls andrebbe chiusa. Del resto, quasi due italiani su tre giudicano queste bambole nient’altro che un sex toy. Come potrebbe esserlo, per esempio, un vibratore.

Sono appunto tre le domande che sono state rivolte alle persone intervistate per la realizzazione di questo sondaggio. La prima è questa: “proveresti una sex doll?”. Le risposte sono riassunte in questa infografica:

Come si osserva, prevalgono i no.

Il 60% degli intervistati non è interessato a questo tipo di esperienza. Se, utilizzando il filtro in basso a destra, scegliamo di visualizzare i dati per classe di età, osserviamo come l’interesse sia leggermente più alto tra i più giovani. Sotto i 44 anni un intervistato su tre proverebbe le sex doll, passati i 55 si scende a meno di uno su cinque.

Rispetto al genere, un uomo su tre prenderebbe un appuntamento da LumiDolls, o eventualmente da altre realtà simili.

Mentre farebbe lo stesso solo una donna su cinque. Guardando all’area geografica, si nota infine come la fascia di interesse sia distribuita ovunque in maniera abbastanza uniforme. Fanno eccezione le isole: in Sicilia e in Sardegna solo il 14% proverebbe le sex doll.

La seconda domanda posta agli intervistati mirava invece a capire come considerino queste bambole. Le risposte sono queste:

Per il 62% delle persone che hanno risposto, si tratta semplicemente di un sex toy. Solo uno su venti ritiene che l’utilizzo di questa bambole sia paragonabile alla prostituzione. Più consistente, siamo nell’ordine del 14%, la quota di coloro convinti che le sex doll promuovano l’idea del partner come oggetto. Percentuale più alta tra le donne (16%) che tra gli uomini (11%). Le quali, allo stesso modo, sono maggiormente convinte che l’impiego delle sex doll possa contribuire a contrastare la prostituzione: ne è convinto il 7% delle donne contro il 5% degli uomini.

Guardando all’età, si conferma come le sex doll sfondino meno tra gli over 55. Interessante il dato relativo alla fascia di età compresa tra i 25 ed i 34 anni, nella quale le posizioni appaiono maggiormente polarizzate. Qui si registra la percentuale più alta di chi ritiene che siano solamente un giocattolo erotico (67%) ma anche di chi afferma che contribuiscano a identificare il partner come un oggetto (18%). Mentre sotto il profilo geografico non si riscontrano particolari differenze.

L’ultima domanda era infine relativa alla casa di appuntamenti torinese LumiDolls. La richiesta se si ritenga che questa realtà debba essere chiusa:

Per il 55% degli intervistati questa realtà non deve essere chiusa. Possibilità che invece ha ottenuto il consenso del 20% degli italiani. Percentuale sostanzialmente identica tra uomini e donne: la chiuderebbero il 19% degli uomini ed il 21% delle donne. Guardando alle fasce di età è curioso notare come la percentuale più alta dei pro chiusura, pari al 22%, si registra sia tra gli over 55 che nella fascia compresa tra i 25 ed i 34 anni. Sul fronte geografico, invece, i più scettici vivono al Sud: qui il 28% si dice per la chiusura di questa casa di appuntamenti.

Più in generale, però, gli italiani non sembrano così contrari all’utilizzo delle sex doll. Anche se, notizia certamente non piacevole per chi opera in questo mercato, non sembrano nemmeno così entusiasti all’idea di utilizzare queste bambole erotiche.


Fonte: WIRED.it