Riscaldamento globale, la scadenza per fermarlo è fissata al 2035



(foto: William Campbell / Getty Images)

Non c’è più tempo per gli indugi. Se vogliamo limitare le ripercussioni di un eccessivo aumento della temperatura media del pianeta i governi devono agire ora. Scadenza al 2035 per fare in modo che l’innalzamento non superi i 2°C. A sostenerlo sono i ricercatori del Centro di studi dei sistemi complessi di Utrecht (Paesi Bassi) e dell’Università di Oxford (Uk) dalle pagine della rivista Earth System Dynamics della European Geosciences Union. Un appello accorato quello degli esperti del clima, che sperano che aver definito chiaramente il punto di non ritorno possa avviare azioni concrete fin da subito, con aumento della quota di energia rinnovabile e (eventualmente) di emissioni negative.

“Nel nostro studio dimostriamo che ci sono delle scadenze rigorose per intraprendere un’azione sul clima“, ha spiegato Henk Dijkstra, professore all’Università di Utrecht e tra gli autori dello studio. “Ne abbiamo concluso che è rimasto molto poco tempo prima che gli obiettivi di Parigi [per limitare il riscaldamento globale a 1,5 ° C o 2 ° C, ndr] diventino irrealizzabili anche in presenza di drastiche strategie di riduzione delle emissioni”.

Non si tratta semplicemente di ribadire una posizione, la data di scadenza indicata da Dijkstra e dai suoi colleghi è corroborata dalle analisi dei modelli climatici. Un’elaborazione che ha decretato che, nei fatti, l’obiettivo di limitare l’aumento delle temperature di +1,5°C nel 2100 è fallito. Sarebbe ancora possibile solo se una drastica azione sul clima venisse attuata da tutti i Paesi subito, aumentando la quota di energia rinnovabile al tasso del 5% all’anno.

Un proposito difficilmente realizzabile secondo gli esperti.

L’obiettivo dei +2°C nel 2100, invece, sarebbe ancora fattibile se i governi metteranno in pratica il piano sul clima non oltre il 2035, aumentando la quota di energie rinnovabili del 2% ogni anno. Se poi riuscissimo a ridurre le emissioni di gas serra aumentando la quota delle rinnovabili al tasso del 5% all’anno, si sposterebbe il punto di non ritorno di una decina d’anni (2045).

Attenzione però: anche l’obiettivo più modesto – sostengono gli scienziati – è comunque ambizioso, considerando che si tratterebbe di un grosso cambiamento nei modelli economici e visto il contesto politico mondiale.

I ricercatori non hanno trascurato nemmeno l’eventualità di rimuovere gas serra dall’atmosfera con la tecnologia delle emissioni negative, ma per i modelli, anche sfruttandola al massimo, si posticiperebbe il punto di non ritorno solo di 6-10 anni.

Speriamo che avere una scadenza possa indurre l’urgenza all’azione nei politici”, ha commentato Dijkstra. “Rimane pochissimo tempo per raggiungere gli obiettivi di Parigi”.


Fonte: WIRED.it