Smart city, come saranno le nostre città intelligenti nel 2032?



Dalla Internet of things alla rivoluzione verde, passando per edilizia, mobilità, agricoltura urbana e illuminazione pubblica: ecco come saranno le città del futuro tra droni, automobili che si guidano da sole e lampioni intelligenti

L’era delle smart city è già iniziata, ma la vera rivoluzione digitale iper-connessa è solo all’inizio. Dalla gestione ottimizzata delle risorse all’amministrazione intelligente e autonoma dei sistemi hi-tech, ci sono novità in arrivo su cui siamo pronti a scommettere. Pensiamo alla Internet of things o alla rivoluzione green, includendo anche una lunga lista di nuove nuove tecnologie: come ci immaginiamo le nostre città tra una quindicina d’anni, all’inizio degli anni Trenta?

Partendo dall’edilizia, tutti gli edifici potranno essere gestiti a distanza e avranno sistemi automatici e intelligenti per ridurre i consumi e prevenire incidenti come fughe di gas e incendi. I nuovi edifici, si auspica, saranno non solo antisismici, ma anche in grado di garantire sicurezza in caso di alluvioni ed eventi meteorologici estremi.

Avremo poi città più popolose e soprattutto più densamente abitate, ossia concentrate in un’area relativamente piccola: ciò permetterà di consumare meno suolo e di aumentare l’efficienza in termini di spostamenti urbani e consumi domestici.

Con l’obiettivo, ancora lontano ma raggiungibile, di arrivare alla totale autosufficienza energetica.

All’interno delle città si affermeranno nuovi modelli per la produzione di cibo: l’agricoltura urbana includerà serre sui tetti degli edifici, giardini verticali, fattorie automatizzate, orti all’interno di scuole e aziende, progetti di coltivazione collaborativa e – in prospettiva – sistemi domestici per produrre in casa i propri ortaggi in maniera intensiva o aziende agricole sotterranee.

Sistemi di coltivazione che sfrutteranno non solo l’illuminazione naturale, ma anche quella artificiale a led.

Fuori casa, negli spazi aperti, si cercherà invece di favorire le aree verdi, restituendo alla natura tutto lo spazio possibile e ottenendo benefici anche a livello estetico. La coesistenza tra elementi naturali e hi-tech nelle aree pubbliche sarà uno degli elementi chiave, permettendo ai cittadini di godere dei parchi e delle aree sportive all’aperto anche durante le ore notturne. Ciò sarà possibile grazie a nuove forme di illuminazione, capaci di riprodurre artificialmente le condizioni di luce diurna.

Nelle smart city del futuro, il ruolo dell’illuminazione pubblica sarà fondamentale anche a livello di connettività: le potenzialità di lampioni e punti luce non si limiteranno alla gestione intelligente e sostenibile della luminosità urbana, domestica e in agricoltura, ma includeranno anche servizi legati alla capacità di connettere e porre in comunicazione sistemi intelligenti.

AEC, azienda specializzata nel settore dell’illuminazione pubblica, ha raccontato con un video alcuni dei modi in cui i corpi illuminanti, ovvero i lampioni, potranno essere reinventati per abbinare la funzione di punto luce a una serie di nuovi servizi. Una volta connesso con altri oggetti, un corpo illuminante potrà diventare un punto di riferimento per il tragitto delle auto a guida autonoma, potrà occuparsi della gestione dei parcheggi e anche creare – insieme con gli altri lampioni – una rete urbana da sfruttare per gestire il traffico e i flussi di veicoli, ottimizzando non solo il percorso delle singole auto bensì tutta la circolazione. Per esempio, un sistema di questo tipo potrebbe regolare in maniera smart il funzionamento dei semafori.

L’evoluzione delle città riguarderà anche gli impianti energetici. Oltre agli incentivi sulle fonti rinnovabili, l’innovazione interesserà le reti elettriche, con la creazione di griglie su scala locale che gestiranno sia l’energia elettrica sia i sistemi di riscaldamento. Si tratta delle cosiddette smart grid, in grado di ottimizzare i consumi generando energia in base alla domanda. Sul tema dei rifiuti si diffonderanno cassonetti intelligenti, capaci di monitorare il livello di riempimento e comunicarlo a un gestore centralizzato. Gli impianti di digestione anaerobica, poi, diverranno sempre più diffusi, consentendo di riciclare i rifiuti organici, ottenere fertilizzanti e iniettare l’energia prodotta durante il processo di decomposizione direttamente all’interno della griglia energetica.

Se parliamo di infrastrutture e trasporti, un’altra tendenza è quella degli spostamenti sempre più spesso a piedi o in bicicletta, sia durante il giorno sia nelle ore notturne grazie anche ad arredi urbani di nuova generazione. A tutto ciò si assocerà una tendenza iper-locale, ossia la diffusione di hub vicini alle abitazioni in cui si possa lavorare, acquistare cibo e trovare tutto ciò di cui si ha bisogno, senza la necessità di compiere faticosi e costosi spostamenti. Per le trasferte più lunghe, in parallelo all’ingresso nel mercato dei veicoli a guida autonoma – che potranno muoversi interagendo con gli altri veicoli o con altri oggetti fissi come i lampioni – ci sarà anche una progressiva evoluzione dai motori tradizionali basati sui combustibili fossili verso i motori elettrici. A livello urbano questo si tradurrà nella moltiplicazione di punti per la ricarica rapida.

Un altro elemento di novità sarà l’integrazione tra i diversi tipi di trasporto pubblico, con itinerari acquistabili in soluzione unica anche se coinvolgono mezzi di trasporto diversi. E prima ancora ci sarà una maggior coordinazione tra servizi diversi, permettendo di gestire in maniera più semplice i cambi e le coincidenze. Facile anche prevedere l’arrivo di sistemi di smart parking (magari combinati ai veicoli a guida autonoma), che avvisano l’autista dei parcheggi liberi nelle vicinanze.

Passeggiando per la città vedremo anche nuove vesti per le inserzioni pubblicitarie, che saranno mutevoli nel tempo e capaci di adattarsi alle caratteristiche dei passanti. Saranno anche pubblicità interattive, con la possibilità di procedere direttamente all’acquisto del prodotto proposto. E quando non passa nessuno? Nelle ore notturne, i sistemi smart di illuminazione potranno disattivarsi temporaneamente, o anche regolare l’intensità luminosa sulla base dell’orario e del numero di persone presenti nell’area da illuminare.

Anche i droni, che saranno protagonisti della sorveglianza urbana così come dei sistemi di consegna, potranno a loro volta interagire con i lampioni dell’illuminazione pubblica, sfruttandoli per orientarsi e muoversi all’interno della città. Ai droni, capaci di muoversi agilmente nel contesto urbano, potranno essere affidati moltissimi altri compiti: dalla cura delle coltivazioni all’ausilio nell’attività giornalistica o per scattarci i selfie, senza dimenticare i droni pubblicitari, quelli per la segnalazione di incidenti o ostacoli lungo il percorso e quelli che verificheranno il rispetto dei limiti di velocità.


Fonte: WIRED.it