I centesimi di euro sparsi per casa? Una startup li converte in moneta elettronica

I centesimi di euro sparsi per casa? Una startup li converte in moneta elettronica



Ti svuoti le tasche delle inutili monetine da 1, 2 o 5 centesimi. Ma poi non sai che farci. I più pignoli le contano, mettendo insieme i quattrini per comprare magari un giornale e scaricare l’incombenza all’edicolante o li regalano in beneficenza. Eppure sono soldi sonanti: nelle case degli italiani sarebbero bloccati 180 milioni in questi tagli. Dovevano sparire, almeno quelle da 1 e 2 cent, dal primo gennaio, un po’ come successo in Finlandia e Belgio. Peccato che sulla circolazione degli euro l’ultima parola spetti alle istituzioni europee e non a un provvedimento nazionale. Non si può infatti impedire a chi arriva dall’estero di usare le monetine e, in ogni caso, smettere di coniarle significherebbe dover produrre più pezzi da 5 Quindi, per il momento, rimarranno. In barba alle decisioni della manovrina di primavera.

Ora c’è una startup di Magnano, vicino Milano, che promette di farne qualcosa di utile. Si chiama Centy, l’ha lanciata l’incubatore quotato in Borsa Digital Magics – che ne detiene il 15% – e si tratta in sostanza di un dispositivo contamonete intelligente gestito tramite un’applicazione. Il primo prototipo sarà attivo entro l’anno e l’idea è quella di distribuirne di simili nei classici luoghi di passaggio e di acquisto: aeroporti, stazioni, centri commerciali e supermercati. Invece di svuotare borsa, borsellino e tasche a casa l’utente potrà dare in pasto i suoi centesimi alla macchinetta dopo essersi identificato tramite app.

Centy conterà l’importo e proporrà dove accreditarlo.

Qui viene il bello. Lo potremo convertire in moneta elettronica (cioè versandolo su account digitali tipo PayPal, ricaricandoci il telefono, sul conto online o utilizzandolo per l’acquisto di contenuti come film, musica, app o ancora donandolo in beneficenza) o trasformarlo in punti, sconti e promozioni da associare alle carte fedeltà di supermercati e negozi.

La startup, fondata da Davide Caiafa e Lorenzo Vidoz, sta infatti stringendo rapporti con catene commerciali, società di servizi, telecomunicazioni e media. Nasceranno così contamonete dedicati e personalizzati che accrediteranno L’obiettivo è ovviamente rimettere in circolazione decine di milioni di euro in monete di piccolo taglio. Secondo il progetto dovrebbero beneficiarne gli utenti, le aziende partner che potranno aumentare il numero dei clienti, i negozianti che ha bisogno di monete di tutti i tagli e la Zecca dello Stato, che risparmierà gli enormi costi di coniazione vista la maggiore circolazione.

Le monetine, infatti, costano tanto: circa 30 milioni l’anno. Per produrne una da 1 centesimo lo Stato ne spende 4,5 mentre per ogni moneta da due centesimi ce ne vogliono 5,2. I centesimi di euro, compresa la moneta da 5, rappresentano l’80% di tutte le nuove monete coniate nella zona euro. Milioni di euro che potrebbero essere risparmiati facendo circolare di più quelle esistenti.

Il prototipo della macchina, realizzato in Italia, disporrà della certificazione della Banca centrale europea e sarà garantito per oltre un milione di transazioni.


Fonte: WIRED.it