I vincitori di ICT for Social Good: un chiosco  a energia solare e un’app dedicata all’infanzia

I vincitori di ICT for Social Good: un chiosco a energia solare e un’app dedicata all’infanzia



Dopo 9 mesi, 233 progetti presentati e 57 paesi coinvolti, il premio ICT for Social Good , ideato da ONG2.0 , elegge i suoi due vincitori. Per la loro capacità di rispondere a bisogni sociali del territorio con l’uso creativo delle ICT, sono stati premiati, in occasione degli Open Days dell’Innovazione milanesi, Henri Nyakarundi (a cui sono andati i 12mila euro messi in palio da Fondazione Cariplo e Compagnia di San Paolo) ed Elizabeth Kperrun (premiata con i 10mila euro della sezione “ICT for Children”, stanziati da Fondazione Mission Bambini per il miglior progetto dedicato all’infanzia). 

Ared, il chiosco polifunzionale a energia solare  

Nato in Kenya e cresciuto in Burundi come rifugiato ruandese, Henri Nyakarundi è il fondatore di Ared – African Renewable Energy Distributor , che in Ryanda ha realizzato Shiriki Hub . Si tratta di un chiosco mobile, polifunzionale, alimentato ad energia solare, nato principalmente per rispondere alla necessità di ricaricare i cellulari anche in strada. «L’idea è nata da un viaggio in Burundi e in Ruanda, vedendo che le persone avevano sì i telefoni cellulari ma che erano continuamente alla ricerca di un posto per ricaricarli», racconta Nyakarundi a ONG2.0. Il progetto però è cresciuto, si è evoluto: oggi Shiriki Hub è in grado di garantire la connessione ad Internet e l’accesso a contenuti multimediali precaricati gratuiti, inoltre offre numerosi servizi, come il pagamento delle tasse o l’acquisto del credito telefonico. 

«Abbiamo 25 chioschi solari attivi in Ruanda – aggiunge Nyakarundi –. A maggio abbiamo lanciato Shiriki Hub in Uganda e abbiamo appena ricevuto la maggior parte delle licenze necessarie ad avviare il lavoro, a novembre abbiamo in programma di avviare la fase pilota con 5 chioschi». Inoltre si sta studiando l’integrazione con la tecnologia IoT che, attraverso sensori e un software di gestione, potrebbe trasformare il chiosco in una stazione di raccolta e analisi dati. 

Lizzie’s Creations: preservare la tradizione con le tecnologie digitali  

Elizabeth Kperrun, nigeriana, trentun’anni, è la cofondatrice di Lizzie’s Creations , una startup che punta ad usare le tecnologie digitali da un lato per preservare la cultura tradizionale africana tra le nuove generazioni, dall’altro per fare educazione. «I bambini imparano meglio quando si divertono – spiega Elizabeth –. Ecco perché ci siamo dedicati a creare app educative colorate, ben disegnate e accattivanti. Siamo convinti che l’apprendimento non deva necessariamente passare per noiose lezioni in classe. Può essere divertente». È con questa convinzione, che nel 2013, Lizzie’s Creations ha dato vita alla sua prima app per l’infanzia, AfroTalez, una raccolta di favole africane pensate per bambini dai 2 ai 10 anni.  

Nel 2016 rilascia Teseem - First Words , app che insegna ai bambini le prime parole in inglese e in alcune delle principali lingue africane, tra cui Hausa, Swahili, Igbo e Yoruba, permettendo di superare una delle barriere di accesso all’istruzione: i costi elevati per produrre materiale didattico nelle diverse lingue locali. L’ultima nata in casa Lizzie è Shakara , app dedicata alla moda afro.