La startup di Will.i.am e il suo assistente vocale hanno raccolto 117 milioni di finanziamenti



Per alcuni musicisti la sola carriera discografica non è sufficiente, così taluni si improvvisano imprenditori utilizzando la propria celebrità per il lancio di nuovi brand e attività aziendali, ma non a tutti va bene. Non è il caso di Will.i.am – produttore, cantante e leader dei Black Eyed Peas – che da qualche anno alterna all’attività artistica quella di imprenditore creativo nel campo dell’IT e lanciato, negli ultimi tempi, nel business crescente degli assistenti vocali.

Attraverso la sua start-up i.am+ è riuscito infatti a raccogliere oltre 117 milioni di dollari da vari diversi fondi di investimento (molti dei quali legati al fondo Salesforce Ventures) per preparare a lanciare sui mercati del proprio assistente vocale, Omega: il progetto è già stato adottato dal gigante delle telecomunicazioni tedesco Deutsche Telekom (che è diventato così primo partner ufficiale di i.am+) che dallo scorso mese di settembre ha iniziato a impiegarlo nelle chatbox dedicate all’assistenza clienti.

Omega si ritroverà così a competere nel mercato degli assistenti vocali dominati da Apple con Siri, Amazon con Alexa e da Google con il suo Assistant: anche se l’obiettivo di Omega pare sarà più diretto al business e ai servizi di customer careCi sono tantissime cose che si possono fare con un’assistente vocale” ha anticipato William Adams, vero nome di Will.i.am “Tra le altre, gestire centinaia di migliaia di richieste di clienti simultaneamente. E se riesci a fare una cosa del genere, l’unico limite è quello della tua immaginazione“.

In realtà il colpaccio di Will.i.am è frutto di un lungo lavoro nel campo del business. Questo non è infatti il suo primo tentativo: a metà degli anni 2000 fu uno dei primi investitori nelle cuffie Beats di Dr. Dre prima che venisse venduta a Apple per 3 miliardi di dollari a Apple nel 2014. La sua i.am+ fondata nel 2012, grazie al contributo di 6 milioni del fondo GVA Capital, in un primo tempo si era posizionata sull’elettronica di consumo con smartwatch e cuffie high-end wireless.

A seguito di una serie di acquisizione strategiche, come Wink che lavora su una piattaforma di gestione della casa connessa e l’israeliana Sensiya specializzata in “machine learning”, ora tutte le risorse (tra cui 300 dipendenti) stanno lavorando sul nuovo assistente vocale.


Fonte: WIRED.it