Escape Plan 2, ovvero come tradire fiducia e aspettative del pubblico




Schwarzenegger non c’è più, in teoria lo dovrebbe sostituire Dave Bautista, il cui faccione è accanto a quello di Stallone nel materiale promozionale. Di fatto invece Escape Plan 2 è tutto un altro film rispetto al primo, di cui conserva pochissimo, è l’espansione dell’idea alla base del precedente, un’espansione così esagerata e frettolosa che deforma tutto fino a renderlo irriconoscibile.

L’esperto di prigioni di Stallone sta sullo sfondo la maggior parte del tempo, i protagonisti sono alcuni membri del suo team che ovviamente finiranno ben presto in un tremendo carcere la cui posizione è impossibile da sapere. In quella prigione soffriranno combattimenti illegali e mediteranno su come evadere grazie agli insegnamenti del mentore, autorizzato ad unirsi a loro nell’azione solo alla fine. Come se non bastasse Escape Plan 2 è un film sulla falsariga del cinema di fantascienza di serie B di 20-30 anni fa, ha dei toni futuristici da 2013 La Fortezza e un design esageratamente tecnologico.

La tecnologia del resto è in un certo senso il vero protagonista, lavoro reso facile dall’inconsistenza del primo attore Huang Xiaoming. L’abuso della tecnologia, i suoi limiti e la sfiducia che ha verso essa (come sempre) Stallone occupano gran parte dei dialoghi e delle scene. Adesso ovviamente sono contrapposti i valori della vecchia scuola, i tempi compassati, la possibilità di riflettere, il valore del lavoro di squadra. Lo scontro umano contro computer è poi enfatizzato dall’atteggiamento dei nemici di questa tornata, eccessivamente fiduciosi delle loro tecnologie e dei loro algoritmi, la parola usata nel film per definire qualsiasi cosa genericamente gestita da un computer in tripudio di evidente scarsa conoscenza della materia.

Insomma chi ha amato quel gioiellino che era Escape Plan non troverà niente di buono per sé in questo sequel che lavora sempre su due piani, quello interno al carcere (con il tentativo di evasione) e quello all’esterno. Eppure non riesce a rendere interessante né la prima trama, con la dinamica d’evasione che sembra non partire mai e quando parte è sempre fuori dal controllo dei protagonisti e affidata a non precisati hack, né la seconda, quella fuori dal carcere, confusa e giocata tra Stallone e Bautista (la cui presenza è centellinata), totalmente fuori tono rispetto alla fantascienza della prigione, molto più urbana e priva di un arco narrativo coerente (Chi vuole cosa? Cosa devono ottenere i protagonisti? Perché?).

Infine il vero dramma di Escape Plan 2 è che non funziona bene nemmeno come finto film di fantascienza. Se infatti per un attimo si dimentica che è ambientato ai giorni nostri e ci si lascia convincere dai neon blu e dal design di essere in un luogo di detenzione futuro, non si può che rimanere delusi dalla visione misterica della tecnologia o dalla ridicola crew di hacker che parlano tutti insieme e sono distinti da un pallore e da occhiaie che li fanno assomigliare ad una razza aliena.

Per creare, di nuovo, un buon film d’evasione (che dovrebbe essere la caratteristica di Escape Plan) sarebbe servita di certo un’attenzione maggiore alle azioni dei singoli, sarebbe stato necessario evitare l’uso della tecnologia come deus ex machina, capace di tirare i personaggi fuori dai guai quando serve e di causare chiusure, malfunzionamenti o aperture a comando, soprattutto sarebbe stato necessario rendere gli spettatori partecipi del lento processo di generazione del piano, la comprensione degli spazi da cui scappare e quindi dei rischi collegati all’esecuzione di ogni passaggio del piano d’evasione.

Escape Plan 2 invece, tutto teso com’è nel tentativo di conquistare anche il mercato cinese (è co-prodotto da una società cinese e, come detto, ha un protagonista cinese), riempe la storia di arti marziali artificiosamente (il carcere ha dei combattimenti rituali) senza saperli riprendere, svilendoli e quindi annoiando anche lo spettatore più interessato a qualche sano calcio in faccia. Come è evidente dal finale non finisce qui, con buona pace di tutto ci sarà anche un terzo film della serie.


Fonte: WIRED.it