Aria condizionata, cosa sappiamo dei suoi effetti sulla salute (e sull’ambiente)



(Foto via Pixabay)

Amata e odiata. Anelata o rifuggita. I sentimenti nei confronti dellaria condizionata sembrano per lo più non conoscere estremi. Tra chi la reputa preziosa alleata in ufficio o in coda in macchina contro le ondate di calore o chi la considera responsabile di malanni, torcicollo e dolori vari, l’aria condizionata divide. Ma cosa dice la scienza? Abbiamo provato a interrogarci in materia mettendo insieme i risultati ottenuti nel campo da chi ha cercato di guardare al tema con un occhio critico. Sia per quel che riguarda gli aspetti relativi alla salute che all’ambiente.

Cosa fa un condizionatore
Prima però un dovuto ripassino: ma esattamente cosa si intende per aria condizionata? Un condizionatore – pur con tutte le variazioni del caso – è essenzialmente una macchina che ripete un ciclo, con continui cambi di pressione e temperature. Protagonista di questi cicli sono i refrigeranti, sostanze che possono facilmente passare tra due diversi stati fisici – liquido e gassoso.

Semplificando, il cambio di fase è regolato dal cambio di pressione e dall’assorbimento di calore: il refrigerante, liquido, assorbendo calore si espande. Una volta convertito in gas tramite un compressore torna allo stato liquido, rilasciando calore, ed è pronto a ricominciare il ciclo. Se la rimozione di calore dall’ambiente raffredda l’aria, e la sua cessione la riscalda, si intuisce come le diverse parti di un condizionatore che svolgono questa azione trovino posto in luoghi diversi: la zona in cui il refrigerante si espande si trova negli ambienti da condizionare, quella in cui viene compresso e riconvertito in liquido sviluppando calore all’esterno o sui tetti.

Ventole dai due lati spingono l’aria – refrigerata o riscaldata – nell’ambiente o all’esterno. I condizionatori funzionano anche come deumidificatori: raffreddando l’aria rimuovono anche parte dell’umidità, condensando il vapore in acqua (motivo per cui i condizionatori producono acqua). Rimuovendo calore e umidità il condizionatore raffredda l’aria.

Quali effetti sulla salute?
Pesare gli effetti della salute e sull’ambiente significa considerare diversi aspetti del funzionamento dei condizionatori, che vanno dal consumo di energia elettrica, alla riduzione dell’umidità, al raffreddamento dell’aria, alle variazioni sul livello di inquinanti prodotte in maniera indiretta (tramite chiusura delle finestre durante il loro funzionamento). Con la premessa che non possiamo rispondere a tutto, e che le risposte andrebbero date in riferimento ai singoli sistemi, pesate con gli effetti della totale assenza di aria condizionata, qualcosa negli ultimi anni i ricercatori hanno osservato, e fatto due calcoli.

Qualche indizio arriva anche da studi recenti. Una ricerca condotta dalla Harvard T.H Chan School of Public Health e pubblicata su Plos Medicine il mese scorso per esempio confrontava quali fossero gli effetti sulle performance cognitive di alcuni studenti che soggiornavano in dormitori con o senza aria condizionata. Analizzando le risposte ad alcuni test eseguiti dagli studenti, i ricercatori hanno osservato che a ridosso di ondate di calore i ragazzi che vivevano in edifici senza condizionatori erano meno accurati e veloci nel rispondere alle domande. Uno studio che suggeriva l’importanza di adattamenti ambientali per gli edifici in vista di un clima che promette di essere sempre più caldo. Si tratta di una ricerca osservazionale, ma che si unisce a quelle del filone secondo cui l’utilizzo dell’aria condizionata produrrebbe dei benefici (fuori dal sollievo personale sperimentato al momento).

Non mancano infatti ricerche che hanno correlato la disponibilità di aria condizionata a un minor rischio di mortalità. Si stima infatti che le morti legate al calore aumenteranno con il cambiamento climatico e l’utilizzo dell’aria condizionata potrebbe essere una delle misure per contrastare questo rischio. Anche se non è detto.

Tralasciando per un attimo la questione ambientale – l’utilizzo dell’aria condizionata contro le ondate di calore potrebbe aumentare i consumi e le emissioni alimentando i cambiamenti climatici – la questione è in parte dubbia anche sul piano della salute. Solo qualche mese fa, infatti, sulle pagine di Environmental Health Perspectives appariva una ricerca che osservava come la riduzione del consumo elettrico sperimentata in Giappone all’indomani del terribile terremoto del 2011 (e presumibilmente anche la riduzione e la limitazione nell’uso dei condizionatori) fosse stata associata sorprendentemente a una riduzione della morti caldo-correlate e non a un suo aumento. A dispetto del fatto che l’utilizzo dell’aria condizionata miri e riesca ad alleviare i disturbi correlati al caldo, come suggeriscono alcune ricerche.

La qualità dell’aria, quale il bilancio netto?
Al di là degli effetti direttamente collegabili al calore, l’utilizzo dell’aria condizionata però determina anche dei cambiamenti a livello ambientale che potrebbero avere conseguenze sulla salute, come la variazione dell’umidità e della ventilazione degli ambienti. Il Berkeley Lab, un laboratorio del Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti d’America e dell’Univerisity of California, ha messo insieme quello che sappiamo in materia dalle analisi riportate in letteratura. In generale l’utilizzo dei condizionatori rinfresca, sì, e riduce gli effetti sulla salute dovuti al caldo eccessivo, ma non solo. Il condizionatore diminuisce la ventilazione, riducendo la quota di inquinanti che provengono dall’esterno – come particolato e ozono – e aumentando quelli che provengono dall’interno.

Quali che siano gli effetti netti sulla salute non è chiaro, scrivono dal Lab: potremmo avere deboli miglioramenti per gli aspetti di salute relativi all’esposizione all’ozono con l’aumento dell’uso dei condizionatori. Più incerto è il terreno sugli effetti dell’aria condizionata sul particolato, anche se non mancano indizi positivi al riguardo, ma i dubbi esistono anche in virtù delle dalle incertezze anche sugli effetti della salute delle particelle prodotte negli ambienti chiusi, mentre l’uso dei condizionatori potrebbe peggiorare l’asma, irritare occhi, gola, naso e provocare mal di testa.

Appare infatti esserci una correlazione tra utilizzo di aria condizionata e peggioramento dei sintomi dell’asma e della sindrome dell’edificio malato. In parte questi sintomi potrebbero essere correlati alle contaminazioni microbiche associate ai condizionatori, scrivono dal Berkely Lab. Specialmente nel caso in cui la manutenzione non sia eseguita con cura (l’Enea, a proposito, aveva snocciolato alcune regole per un uso efficiente), condizioni che rendono i condizionatori ambienti ideali, per la combinazione di umidità e temperatura, alla proliferazione dei batteri (storicamente si ricorda il legame con i casi di legionella negli anni Settanta, al centro anche delle vicende odierne).

I costi per l’ambiente
L’ambiente che miriamo a rendere confortevole è quello delle nostre case, ma è impossibile non domandarsi che impatto abbiano sull’ambiente Terra i condizionatori. Gli ingredienti per immaginare effetti deleteri ci sono tutti, ricordano anche dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms): i condizionatori utilizzano spesso come refrigeranti gli idrofluorocarburi (HFC), che possono essere rilasciati nell’ambiente e contribuire al riscaldamento globale, e consumano e richiedono energia (circa il 10% del consumi elettrici mondiali). Se il mondo diventa sempre più caldo quale potrebbe essere il contributo e il costo dell’aria condizionata sullo scenario globale?

Non mancano studi recenti che correlano l’aumento delle temperature all’aumento delle emissioni di sostanze quali anidride carbonica sì, ma anche ossidi di azoto e anidride solforosa e un report dell’Agenzia internazionale dell’energia (Iea) stima come l’utilizzo dei condizionatori sarà triplicato entro il 2050, con una richiesta enorme di energia elettrica. “La crescente domanda di aria condizionata è uno dei punti più oscuri dell’odierno dibattito energetico – commentava Fatih Birol, executive director della Iea – Settare degli standard più alti di efficienza per i sistemi di raffreddamento è una delle mosse più semplici che i governi possono fare per ridurre il bisogno di nuove centrali, tagliare le emissioni e ridurre i costi allo stesso tempo”. Che sono, e qui torniamo, per l’ambiente sì, ma di rimando anche per la salute: uno studio pubblicato poche settimane fa su Plos Medicine parlava di circa un migliaio di morti in più legati all’aumento dei consumi energetici dovuti all’aria condizionata per la metà del secolo, e solo per gli Stati Uniti orientali, la zona di analisi. Abbandonare le fonti fossili in favore delle energie pulite potrebbe essere, ancora, la chiave di volta.


Fonte: WIRED.it