Seat e Telefonica, in Spagna l’auto senza pilota “parla” con i semafori attraverso la rete 5G

Seat e Telefonica, in Spagna l’auto senza pilota “parla” con i semafori attraverso la rete 5G



Le infrastrutture parlano e l'auto ascolta: la “conversazione” castigliana avviene attraverso la rete mobile 5G. I colossi iberici dell’auto, Seat, e delle telecomunicazioni, Telefonica, hanno presentato la prima sperimentazione spagnola di dialogo fra veicoli e "il resto del mondo", cioè il protocollo C-V2X, (vehicle to everything), mediante reti mobili e in un contesto urbano.  

Con quasi 550 mila auto vendute nel 2017, Seat è uno dei protagonisti della mobilità, mentre Telefonica, che ha un fatturato di 52 miliardi di euro e oltre 300 milioni di clienti tra rete fissa e mobile, lo è nel campo della connettività. Il progetto Città Tecnologiche in 5G è stato presentato a Segovia, poco distante dalla capitale. “Lo sviluppo di questi primi esempi di interazione dell’auto con la tecnologia pre 5G ci consente di fare un passo in avanti verso l’obiettivo di offrire ai clienti un’esperienza di guida sempre migliore e più sicura”, ha dichiarato Fabian Simmer, Digital Officer della Seat. 

Per la dimostrazione è stato impiegato il primo Suv del marchio spagnolo, la Ateca, equipaggiato con le più moderne funzioni legate alla connettività. Il progetto ha coinvolto anche la Ficosa, multinazionale tecnologica con sede a Barcellona e controllata dalla Panasonic, la Sice, società di Madrid che si è occupata della connettività dei semafori, e la Nokia, l'azienda finlandese che ha sviluppato il server Mec come piattaforma di comunicazione tra veicolo e infrastruttura.  

Due le simulazioni effettuate con la Ateca. La prima è la segnalazione da parte del semaforo della presenza di pedoni direttamente sul quadro strumenti dell'auto quando sta per svoltare a destra a un incrocio nei pressi di una curva cieca. La seconda è l'avviso, sempre da parte della struttura che regola il traffico, che il semaforo sta per diventare rosso: il veicolo calcola sulla base di posizione e velocità se c'è tempo abbastanza per il transito. In caso contrario un messaggio avvisa il conducente di frenare.  

La guida diventa così più assistita, oltre che più cooperativa, fra l'altro riducendo i temuti (elevatissimi) costi di adeguamento delle infrastrutture. “La tecnologia C-V2X applicata alla rete mobile permette di fornire alle vetture informazioni addizionali in merito al contesto della viabilità, consentendo di utilizzare le infrastrutture esistenti senza necessità di specifici investimenti”, ha sintetizzato Mercedes Fernández, responsabile per l’Innovazione di Telefónica Spagna.