Ora Beppe Grillo dichiara guerra all’omeopatia: farà sul serio?



(Foto: Philippa Willitts/Flickr)

A poche ore da Ferragosto, nella settimana in cui tradizionalmente l’attenzione alla politica raggiunge il suo punto più infimo, Beppe Grillo ha estratto l’artiglieria pesante contro un nemico (per lui) nuovo: l’omeopatia. In un post pubblicato il 13 agosto nel pomeriggio sul suo blog, e rilanciato sui social, il fondatore del Movimento 5 stelle ha deciso di saltare a piè pari i convenevoli e di dichiararsi assolutamente contrario alla vendita di tutti i prodotti omeopatici nelle farmacie, vista l’esistenza di “fortissimi dubbi sulla loro efficacia”.

Il testo disponibile online, co-firmato da Grillo e dal suo neurologo, è un sorprendente elogio del metodo scientifico e della razionalità, una difesa della medicina ufficiale contro i fenomeni di ciarlataneria, senza esclusione di colpi anche nei confronti della categoria dei sedicenti guaritori.

(foto: Getty Images)

“È stato disorientante, preoccupante e quasi penoso, assistere a una degenerazione del dibattito così profonda“, si legge nella missiva.

“I medici di base e le farmacie rappresentano uno dei fari sempre fissi per il cittadino, sempre a rischio di perdersi fra le ciance infinite, le opinioni e i dibattiti”, e allo stesso modo “il nostro sistema sanitario è uno dei migliori al mondo, per affidabilità e livello di copertura nei confronti dei cittadini”.

E poi l’appello, rivolto all’Ordine dei farmacisti: “evitiamo che le farmacie continuino a confondere i cittadini con la vendita di prodotti omeopatici”. Una dichiarazione a cui fanno seguito due importanti precisazioni, a proposito di come i prodotti omeopatici possano ritardare l’accesso ad altre cure di efficacia dimostrata e di come la presenza dell’omeopatia in farmacia possa rappresentare una sorta di legittimazione che trae in inganno.“L’utente potrebbe infatti pensare: ‘se quel prodotto è in vendita in una farmacia significa che sarà efficace!’, chiosa Grillo.

Come ampiamente prevedibile, le esternazioni di Grillo non hanno affatto ricevuto un plauso unanime. Se da una parte la comunità scientifica non può che essere in linea con i contenuti esposti, le critiche più pungenti sembrano essere arrivate proprio dal suo stesso bacino di elettori, almeno per quanto si può dedurre dalle reazioni su Facebook. Tra le solite accuse di essere asservito a Big Pharma, le argomentazioni contro la medicina ufficiale e le manifestazioni di stupore, mediamente la reazione degli attivisti del Movimento pare essere stata tutt’altro che positiva.

D’altra parte, come alcuni giornali hanno sottolineato, la presa di posizione netta contro l’omeopatia sembra cozzare con le frequenti strizzate d’occhio che alcuni esponenti dello stesso Movimento volgono a NoVax e FreeVax, a volte accompagnando le proprie argomentazioni con tesi ben poco scientifiche. Quale sarebbe il partito che, almeno per il comune sentire, avrebbe raccolto i voti degli elettori che desidererebbero esami prevaccinali o addirittura vaccinazioni omeopatiche?

Beppe Grillo ha dimostrato di avere il coraggio delle parole, schierandosi dalla parte della scienza anche a costo di inimicarsi una frazione del proprio elettorato. Resta da vedere se il Governo riuscirà ora ad andare oltre la retorica, intervenendo anche in ambito legislativo. Come ha spiegato a Repubblica il presidente di Federfarma, le farmacie non sono i destinatari corretti a cui far pervenire l’appello. Se esiste una prescrizione medica per un prodotto omeopatico, infatti, il  farmacista è obbligato a completare la vendita, e solo una legge ad hoc potrebbe cambiare le cose.

Se davvero la questione omeopatica merita un intervento, ora c’è tutto lo spazio per metterlo in atto, a patto che esista la volontà politica (e la determinazione) di prendere posizione con forza anche contro le lobby che ovviamente tenteranno di impedire il cambiamento. Oltre che, come già ribadito, contro una parte minoritaria del proprio bacino di votanti. Un coraggio che, oggettivamente, è mancato anche ai Governi precedenti, che pure si sono sempre dichiarati paladini della scienza. Solo il tempo, e l’autunno, ci diranno se si tratta davvero di una svolta, o se rimarrà solo un lampo di razionalità destinato a spegnersi insieme alla calura estiva.

Da fine maggio, intanto, l’Istituto superiore di sanità (sotto la guida del ministro della Salute Giulia Grillo) ha aperto un tavolo tecnico che si sta occupando di rivedere tutta la letteratura scientifica e le evidenze di efficacia (?) dell’omeopatia. Sarà forse per questo che Grillo – Beppe – ha comunque premesso alle sue dichiarazioni un “senza permettermi un giudizio definitivo [sull’omeopatia]”. Per la scienza, tuttavia, i dubbi sono ben pochi.


Fonte: WIRED.it