Ora legale, questo fine settimana si dorme un’ora di meno



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Siamo a fine marzo ed è quindi giunto quel periodo dell’anno in cui spostare avanti le lancette di un’ora: nel 2018 l’appuntamento è fissato tra sabato 24 e domenica 25 marzo, per tornare a godere dei benefici dell’ora legale (almeno in termini di giornate più lunghe), spostando in avanti le lancette dell’orologio (alle ore 2:00 per i più nottambuli).

Non tutti amano il cambiamento ma per i favorevoli il tema è sempre quello del risparmio energetico (anche se non mancano visioni discordanti). Nel 2017, secondo i dati di Terna, il gestore della rete elettrica nazionale, l’Italia ha risparmiato complessivamente 567 milioni di kilowattora. Tradotto in soldi, secondo Terna, si tratta un valore pari al consumo medio annuo di elettricità di circa 200mila famiglie. C’è chi valuta poi il risparmio per l’ambiente, in termini di tonnellate di CO2 legate ai minori consumi di elettricità.

Il tema dei costi e dei benefici ha tenuto banco da sempre, nel passaggio da un’ora naturale a una stabilita convenzionalmente.

Nella Ue, lo switch dal tempo invernale al tempo estivo è comune agli Stati membri, che lo hanno introdotto un po’ in ordine sparso da soli, fino a un processo di armonizzazione che ha stabilito date comuni per l’inizio e la fine dell’applicazione dell’ora legale, attraverso più direttive.

Già nel 2007 un report della Commissione cercava di fare un punto sulle “implicazioni dell’ora legale” negli Stati dell’Unione europea, guardando anche alla dimensione del mercato comune e constatando come nei settori economici considerati maggiormente interessati, non ci fossero particolari impatti ma nemmeno una contestazione del nuovo andazzo.

 Tuttavia, sul contributo dell’ora legale alle economia di energia si ammetteva la diminuzione del consumo di elettricità per l’illuminazione, ma si guardava anche ad altri parametri, come  “il maggior consumo di energia per il riscaldamento ad inizio giornata” o anche “il maggior consumo di carburante dovuto ad un eventuale aumento del traffico nelle sere in cui vi è più luce”.

Ovviamente, nell’arco di un decennio, anche le sensibilità ambientali sono cambiate e sono cresciuti sia le consapevolezze che gli strumenti per monitorare l’energia e gli sprechi a prescindere dall’ora naturale o legale.

La domanda se l’ora legale sia utile o meno resta al centro del dibattito e dell’interesse mediatico ogni volta che si torna a spostare in un senso o nell’altro le lancette, e a mettere in discussione le certezze è anche una certa relatività sul tema (alcuni paesi del mondo non ce l’hanno).

Forse l’unica certezza è propria quella del famoso adagio inglese: Early to bed and early to rise, makes a man healthy wealthy and wise (“Presto a letto e presto alzato, fan l’uomo sano, ricco e fortunato“).


Fonte: WIRED.it