Ecco le persone più importanti per la scienza del 2017

Ecco le persone più importanti per la scienza del 2017



Come di consuetudine, Nature stila la lista delle personalità scientifiche più influenti dell’anno. Nella classifica anche un’italiana, Marica Branchesi, della collaborazione Virgo

Telecomunicazioni quantistiche, editing del genoma, cambiamenti climatici, onde gravitazionali. La lista delle personalità più influenti del 2017 in ambito scientifico, stilata come di consueto dalla rivista Nature, è anche quest’anno molto eterogenea. E contiene anche una ricercatrice italiana, l’astronoma Marica Branchesi, della collaborazione Virgo, responsabile, insieme agli interferometri dell’esperimento analogo Ligo, dall’altra parte dell’oceano, dell’individuazione del primo segnale di onde gravitazionali provenienti dallo scontro di due stelle di neutroni. Ma ci sono anche menzioni meno onorevoli: come specifica Brendan Maher, uno dei caporedattori di Nature, la lista contiene infatti “gli alti e i bassi della scienza”. Non anticipiamo niente, e andiamo con ordine.

Genetica e immunoterapia
Apre la classifica – e non poteva essere altrimenti, dato quanto se ne è parlato negli ultimi mesi – la biotecnologia, e in particolare l’ingegneria genetica e Crispr/Cas9, la tecnica di editing del genoma che sta letteralmente rivoluzionando la medicina. Lo scienziato che si è meritato la menzione di Nature è David Liu, del Broad Institute di Cambridge, Massachusetts, che, come vi avevamo raccontato, ha modificato la proteina Cas0 aggiungendovi un altro enzima, l’Apobec1, che rende Crispr ancora più precisa e adatta, secondo i trial preliminari, a correggere mutazioni genetiche che giocano ruoli importanti in diverse malattie.

Sempre per restare nel campo della salute, Nature ha omaggiato Emily Whitehead, una bambina di dodici anni “testimone vivente” delle potenzialità dell’immunoterapia nella lotta contro il cancro. Emily è stata la prima bambina al mondo a ricevere una terapia sperimentale, la cosiddetta Car-T, per trattare la leucemia linfoblastica acuta e ora, stando a quel che dicono i medici, è completamente guarita dalla malattia. La terapia, all’inizio di quest’anno, è stata approvata dalla Food and Drug Administration statunitense per il trattamento della malattia; una sua variante, progettata per la terapia dei linfomi non-Hodgkin, ha ottenuto il via libera nei mesi successivi.

Un’altra menzione è andata a Jennifer Byrne, genetista e oncologa al Children’s Hospital di Weastmead, a Sydney. La scienziata, in particolare, si occupa di scovare gli errori negli articoli scientifici che si basano sull’analisi di vastissimi database genetici. Errori che, a quanto pare, sono purtroppo più frequenti del previsto: grazie al lavoro di Byrne, che ha messo a punto un software che analizza automaticamente i paper e evidenzia quelli con dati e conclusioni sospetti, diversi articoli fallati sono stati ritirati dalle riviste che li avevano pubblicati. Anche questo è progresso scientifico.

Onde e particelle
L’evento certamente più importante dell’anno, nel campo dell’astronomia, è stata la prima osservazione sperimentale di onde gravitazionali provenienti dalla collisione di due stelle di neutroni, operata in contemporanea dai potenti occhi degli interferometri Ligo, negli Stati Uniti, Virgo, in Italia, e dai telescopi dell’osservatorio Eso in Cile. Nature ha omaggiato la scoperta inserendo nella classifica l’italiana Marica Branchesi, ricercatrice a Virgo dell’Università di Urbino, che ha ricoperto il delicato ruolo di connessione tra astronomi e fisici: “Il mio lavoro”, spiega a Nature Branchesi, che oggi lavora al Gran Sasso Science Institute, all’Aquila, “era quello di convincere gli astronomi che la ricerca di segnali di questo tipo era un campo molto promettente”. Ha avuto ragione, evidentemente.

Rimanendo nel settore della fisica ma spostandoci verso l’infinitamente piccolo, segnaliamo la menzione di Pan Jianwei, della University of Science and Technology of China, a Hefei, che a luglio scorso è riuscito, con la sua équipe, a teletrasportare (quantisticamente, s’intende) un fotone dal nostro pianeta a un satellite in orbita. Tutto grazie del cosiddetto entanglement, il fenomeno quantistico per cui due o più particelle sono intrinsecamente legate e riescono in qualche modo a parlarsi a distanza.

Quello di Kaled Toukan, invece, è stato un delicato lavoro a metà tra scienza e diplomazia. Toukan è il direttore del Synchrotron-light for Experimental Science and Application in the Middle East (Sesame), il primo sincrotrone mai costruito in Medio Oriente. Un risultato diplomatico senza precedenti, per l’appunto: Toukan ha messo a sedere allo stesso tavolo scienziati, ingegneri e decisori provenienti da Israele, Turchia, Egitto, Iran, Giordania, Pakistan, Cipro e Palestina. Paesi tra cui non scorre certamente buon sangue. Eppure, dopo oltre vent’anni di sviluppo, il sincrotrone ha visto la luce nel 2017. A testimonianza che la scienza non ha confini.

Se la Terra trema
Il 20 settembre scorso, un terribile terremoto di magnitudo 7.1 ha colpito Città del Messico, causando la morte di centinaia di persone e la distruzione di decine di edifici, tra cui una scuola. La triste circostanza è stata l’occasione per testare i modelli predittivi messi a punto da Victor Cruz-Atienza, geofisico alla National Autonomous University of Mexico, che ha studiato estensivamente le dinamiche fisiche che regolano la rottura delle faglie sotto la crosta terrestre. Le previsioni di Cruz-Atienza (in particolare quelle riguardanti la stabilità dei sedimenti molli) si sono rivelate in ottimo accordo con i dati raccolti durante il sisma. Un risultato dall’alto valore scientifico che ha garantito allo scienziato l’inclusione nella classifica delle personalità più influenti dell’anno.

Contro le discriminazioni, contro le armi nucleari
Nella classifica di Nature compaiono anche i nomi di due persone che si sono battute per i diritti civili e per promuovere la pace nel mondo. La prima è Ann Olivarius, avvocatessa britannica che da decenni fa luce sui casi di molestie sessuali e gender gap nell’ambiente accademico.

Il secondo è Lassina Zerbo, a capo della Nuclear-Test-Ban Treaty Organization (Ctbto), organizzazione internazionale che si occupa di monitorare i test nucleari che si conducono nel mondo. Zerbo, come è facile immaginare, non ha avuto vita facile quest’anno (chi non ricorda i ripetuti test missilistici di Kim Jong-un e le conseguenti crisi diplomatiche che hanno fatto tremare il mondo?). “Zerbo”, ricorda Nature, “ha lavorato duramente per scoraggiare la proliferazione nucleare, nonostante la tensione globale in aumento, ed è stata una figura chiave nella risposta internazionale a seguito dei testi missilistici nordcoreani”.

Un negazionista a capo dell’Epa
A chiudere la classifica, Scott Pruitt, nominato a gennaio capo della Environmental Protection Agency (Epa) statunitense dal presidente Trump. La sua è una personalità certamente influente, ma non in positivo: la nomina di Pruitt ha fatto discutere perché si tratta di un negazionista risoluto del cambiamento climatico (e, in particolare, della sua origine antropica) e perché ha più volte promosso l’ammorbidimento delle politiche anti-inquinamento. Speriamo che la menzione di Nature possa aiutarlo a ripensare alle proprie idee.


Fonte: WIRED.it