Abbonamenti internet, anche in Italia il modem diventa libero



Modem (Pixabay)

Il modem libero diventa la regola. L’Autorità garante per le comunicazioni (Agcom) ha adottato le misure per consentire agli abbonati internet di scegliere il router che preferiscono per collegarsi a internet in alternativa ai modelli forniti dalle compagnie telefoniche. Oggi, quando si sottoscrive una tariffa dati su linea fissa, le società di telecomunicazioni impongono il loro modem. Da adesso il consumatore potrà scegliere da sé.

Il provvedimento sul modem libero è atteso da tempo in Italia. È parte del regolamento europeo sull’accesso a un internet aperto e l’Agcom, con la delibera 348 del 2018, chiude un lungo iter di consultazione pubblica. “L’Autorità ha dunque confermato il diritto degli utenti di scegliere liberamente i terminali di accesso ad Internet da postazione fissa, fissando al contempo specifici obblighi sugli operatori, finalizzati a garantire scelte consapevoli e informate da parte dei consumatori finali“, si legge nella nota.

In sostanza, d’ora in poi, gli operatori di telefonia non potranno imporre il loro modem quando collegano un abbonato a internet.

Se il dispositivo scelto dal cliente “soddisfa i requisiti di base previsti dalla normativa europea e nazionale“, non possono rifiutarsi. L’Agcom mette in guardia le compagnie dall’applicare oneri aggiuntivi e provocare ritardi ingiustificati, se l’abbonato sceglie il proprio modem. O ancora, non possono “discriminarne la qualità dei servizi inclusi nell’offerta“. Perciò le compagnie sono tenute a “fornire ai propri clienti, attraverso i canali di assistenza, informazioni adeguate per la corretta e semplificata attestazione delle funzionalità di connessione e la semplice configurazione degli apparati terminali, sostitutivi o integrativi, di propria scelta“.

Faro sui contratti. Vietati limiti di prezzo, volume dati, velocità o altre condizioni che discriminino i clienti che hanno scelto il modem libero. Al contrario le compagnie sono tenute a mettere in chiaro le caratteristiche tecniche che il terminale deve possedere a seconda della tariffa scelta dal cliente, cosicché che questo possa in caso attrezzarsi con un suo router. In alternativa, “nel caso vi sia una cessione a titolo oneroso, gli operatori dovranno indicare trasparentemente eventuali costi di installazione, il numero e il valore delle rate di noleggio e le condizioni di riscatto della proprietà del terminale“.

Se fosse gratis, invece, “il consumatore dovrà poter conoscere le condizioni economiche e tecniche aggiuntive collegate a tale fornitura e ogni altra informazione utile a distinguere le condizioni contrattuali relative al servizio di accesso ad Internet rispetto all’uso del terminale e i servizi correlati“. Proibite, infine, le sanzioni per la mancata restituzione del modem.

Antonio Nicita, consigliere dell’Agcom e relatore del regolamento, spiega che la manovra coniuga “due libertà economiche che vanno salvaguardate: quella della libera scelta dell’utente dell’apparecchiatura terminale e quella commerciale dell’impresa anche attraverso offerte abbinate“. In questo modo, aggiunge, si creerà “un ecosistema competitivo, favorevole all’innovazione tecnologica, sia in termini di servizi di connettività più performanti che di sviluppo di apparecchi terminali più evoluti e rispondenti alle necessità dei cittadini“. Da tempo in Italia l’associazione Modem libero si batteva per eliminare le barriere delle compagnie telefoniche rispetto ai dispositivi internet.


Fonte: WIRED.it