Cosa fa paura ai genitori online? Malintenzionati e contenuti impropri



La rete che fa paura, quella che i genitori non sono in grado di capire lasciando i figli allo sbaraglio. Beh, non è esattamente così. Se è vero che c’è ancora una parte di parentado che oppone una certa resistenza alla connessione, sembra che i ragazzi affrontino l’esperienza di navigazione sia in compagnia dei genitori, che senza. Il  72% dei genitori accompagna i figli, anche se la metà dei giovani in età scolare (cioè il 47%) accede al web in autonomia per guardare video, cartoni animati e utilizzare i giochi online.

Non hanno paura? Certo
Il 43% dei genitori teme che i figli possano accedere a contenuti inadeguati, ma solo il 9% teme pericoli connessi al mondo dei social network. Non è specificato quali, perché la domanda dell’indagine è “Cosa vi preoccupa maggiormente del web?” e la risposta non riporta dettagli ma solo “social network”. Continua invece a mettere in allarme quasi 4 genitori su 10 (36%) la possibilità di contatti con  “malintenzionati”.

Le fake news sembrano essere un problema lontano: solo l’8% dei genitori percepisce il reale pericolo delle informazioni inattendibili trasmesse dal web, nonostante si tratti di un trend in crescita.

Più si cresce e più si può navigare soli: le percentuali passano dal 23% del primo anno della primaria per arrivare all’84% al terzo anno della
secondaria di primo grado.

Le percentuali sono parte di un’indagine condotta dall’editore Fme Education su un campione di 9mila genitori di studenti delle scuole dell’obbligo nel periodo da settembre 2017 a giugno 2018 attraverso un questionario cartaceo distribuito e ritirato nei 50 Istituti comprensivi di tutta Italia che in quel periodo hanno aderito al progetto MyEdu School cioè una serie di giochi digitali, percorsi multimediali tra le materie, app per esercitarsi giocando, ma
anche laboratori per esercitare la didattica.

Proprio nella formazione sempre più genitori scelgono il web come risorsa per affiancare il proprio figlio in attività formative: il 4% dichiara di svolgere attività didattiche online con i propri figli addirittura tutti i giorni, mentre il 33% più volte alla settimana. La metà però, si attesta su 3 giorni al mese.

Quattro genitori su 10 ritengono che i propri figli abbiano bisogno di maggior supporto nello studio della lingua inglese, mentre la matematica si posiziona seconda con il 29% delle richieste e l’italiano sale sul terzo gradino del podio con il 27%.

Sembrano chiedere alla tecnologia più aiuto: potrebbe essergli utile “un portale online con attività interattive e video lezioni (34%)“; app didattiche  (25%); un ambiente chiuso e protetto dove i ragazzi possano navigare in sicurezza (21%). Solo al quarto il desiderio di un sistema per monitorare le attività svolte e i traguardi raggiunti (14%). Preferiscono comunque il fai da te all’idea di un educatore di supporto (6%).

Chi resiste offline? Mentre il 75% dei genitori è always on – sempre connesso 5 genitori su 100 navigano solo qualche giorno al mese.


Fonte: WIRED.it