Più donne al lavoro nel settore scientifico: Milano a caccia di idee



Donne scienziate e al lavoro nei set di Lego

Entro il 2025 in Italia l’occupazione nelle professioni legate a scienza, tecnologia, ingegneria e matematica – le cosiddette discipline Stem – potrebbe crescere del 4%. La stima è del Centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale. In particolare, ricercatori e ingegneri potrebbero crescere del 36,9% in dieci anni (contro una media Ue del 12,5%), i professionisti dell’informatica e delle telecomunicazioni del 14,9% (media Ue: 11,7%) e i tecnici scientifici del 9,3% (contro un parametro comunitario dell’1,9%).

Per evitare che la carenza tali competenze rallenti le prospettive di crescita, è necessario accrescere l’occupazione femminile, soprattutto negli ambiti Stem”, è la conclusione dell’Istituto per la ricerca sociale (Irs), che ha analizzato la situazione in Lombardia per Assolombarda. Per il centro di studi il punto di partenza è la scuola. In Italia le laureate in ingegneria, costruzioni e architettura sono il 7% del totale, quelle in scienze, medicina e informatica il 9% (dati Istat).

Nella nostra università l’aliquota di studentesse è al 50% in corsi come ingegneria gestionale o bioingegneria. Ma in corsi come quelli di ingegneria meccanica, elettronica e informatica abbiamo ancora un rapporto di una a cinque, una a quattro”, evidenzia il rettore del Politecnico di Milano, Ferruccio Resta. E aggiunge: “Stiamo lavorando per migliorare questi numeri. Dobbiamo vincere alcuni stereotipi”. “Gli stereotipi di genere iniziano presto, già a sei anni”, osserva Sandra Mori, presidente di Valore D, associazione di imprese a sostegno della leadership femminile in azienda.

Mori, di Coca Cola Europa, sottolinea che da ricerche internazionale emerge che “il 57% degli insegnanti e 61% dei genitori ha pregiudizi di genere sulle professioni”.

In questa cornice si inserisce la seconda edizione di Stem and the city, iniziativa del Comune di Milano dedicata alla conoscenza e alla diffusione di scienza, tecnologia, ingegneria e matematica tra le più giovani, in programma dal 4 al 28 aprile. La prima edizione, lo scorso anno, ha coinvolto oltre tremila giovani di 54 scuole milanesi, cinque università, cinquanta partner e 138 oratori. “Negli ultimi vent’anni l’evoluzione tecnologica ha immesso in ogni lavoro una componente digitale, ma in questo le ragazze sono ancora troppo poche”, sottolinea Roberta Cocco, assessore alla trasformazione digitale del Comune di Milano. “Il mondo del lavoro deve liberarsi dal pregiudizio che le tecnologie informatiche siano un presidio degli uomini”, incalza l’ex manager di Microsoft Italia.

I primi effetti della scorsa edizione si sentono. Percepisco più sensibilità e facilità da parte delle famiglie ad accogliere progetti di formazione in ambito Stem”, spiega la vicesindaco di Milano, Anna Scavuzzo, responsabile del settore istruzione.

A Milano abbiamo un tasso di occupazione femminile superiore al 60%, però è emerso che le donne hanno rapporti di lavoro più flessibili rispetto agli uomini. C’è una grande quota di part time, ad esempio”, riconosce Cristina Tajani, assessore del Comune di Milano al lavoro. Irs ha riconosciuto che in Lombardia, nel segmento Steam (si aggiunge il comparto arte), la percentuale di part time tra le donne è del 17% contro il 6% degli uomini.

Per sostenere l’occupazione femminile lo spazio di coworking comunale Milan Luiss Hub è partito in questi giorni con percorsi di alternanza scuola-lavoro su tecnologie 3D, ingegneria e tecnologia rivolti alle ragazze. Scavuzzo spiega che sul fronte educazione, “il focus è sulla fascia 0-6 anni, su cui come Comune abbiamo responsabilità maggiori”. Una delle strade sono i corsi di coding. Nel frattempo Palazzo Marino raccoglie idee e progetti per la prossima Stem in the city. Fino al 2 marzo sono aperte le candidature per incontri, hackaton, giochi e laboratori, aperti anche al versante delle arti. Nel frattempo il Comune si prepara a condividere con l’estero il suo progetto del mese Stem. Come spiega Cocco, “Tel Aviv ci ha chiesto di esportare Stem in the city”.


Fonte: WIRED.it