Le ferite nella bocca guariscono 10 volte più velocemente



Afte, tagli e piccoli segni di morsi sulla lingua e sulle guance. Nonostante il tremendo dolore iniziale, sappiamo bene che per fortuna le ferite all’interno della bocca si rimarginano velocemente. Molto di più rispetto a quelle sulla pelle. A svelarne il motivo sulle pagine di Science Translational Medicine sono stati i ricercatori dell’Università della California a San Diego, secondo cui appunto le lesioni nella bocca guarirebbero ben 10 volte più rapidamente rispetto a quelle in altre parti del corpo. Il motivo è che lo strato interno della bocca è costantemente pronto a un’azione curativa, raccontano i ricercatori, e questa scoperta potrebbe portare a nuovi modi per accelerare il processo di guarigione anche di ferite in altre parti del corpo.

Per capirlo il team di ricercatori, guidato da Silvio Gutkind, ha coinvolto 30 volontari sani, provocando loro piccole ferite sia all’interno della bocca sia sulle loro braccia. Nei giorni successivi, i ricercatori hanno raccolto una serie di biopsie in diversi momenti, e monitorato sia i tempi di guarigione sia in che modo si stava rimarginando la ferita.

Dalle analisi, i ricercatori hanno scoperto che le ferite in bocca si sono chiuse rapidamente, in circa una settimana, e sono guarite senza lasciare alcuna cicatrice. Mentre quelle sulla pelle hanno cominciato a guarire solamente dopo due settimane. “Abbiamo visto che le ferite in bocca sono guarite da 5 a 10 volte più velocemente di quelle della pelle”, afferma Gutkind.

Più precisamente, dalle analisi è emerso che c’erano notevoli differenze nell’espressione genica, ovvero quali geni fossero attivi in bocca rispetto quelli della pelle. Per prima cosa, i geni associati all’infiammazione erano meno attivi sulle ferite in bocca . Queste ultime, tuttavia, hanno mostrato una maggiore attività di un gene, il Sox2, che regola la produzione di cellule staminali.

I risultati dello studio, quindi, potrebbero aprire la strada a nuovi approcci e terapie per accelerare il processo di guarigione in altre parti del corpo. Infatti, quando i ricercatori hanno modificato geneticamente un gruppo di topi affinché sovra-producessero Sox2 anche nella loro pelle, hanno notato che i roditori erano in grado di guarire le ferite più velocemente. “I nostri risultati forniscono indizi sui meccanismi della guarigione e offrono un quadro biologico per lo sviluppo di nuove terapie per una più rapida guarigione delle ferite”, conclude il co-autore Maria Morasso del National Institute of Arthritis e Musculoskeletal and Skin Disease a Bethesda, nel Maryland.


Fonte: WIRED.it