I dolcificanti delle bevande dietetiche potrebbero contribuire alla comparsa del diabete



Ancora una volta i dolcificanti artificiali finiscono sotto accusa. Infatti, secondo un nuovo studio dei ricercatori del Medical College of Wisconsin e della Marquette University, presentato durante la conferenza annuale Experimental Biology, gli edulcoranti artificiali presenti nelle bibite dietetiche, ovvero quelle senza zuccheri, potrebbero effettivamente contribuire a problemi di salute, come lo sviluppo del diabete di tipo 2.

Tuttavia, non è la prima volta che se ne parla. Come vi avevamo raccontato un piccolo studio, pubblicato lo scorso settembre, sottolineava che il consumo di dolcificanti artificiali altererebbe le risposte dell’organismo al glucosio, aumentando il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2. Ma finora le evidenze scientifiche non erano sufficienti per confermare una reale relazione tra il consumo di dolcificanti artificiali e lo sviluppo di diabete.

Questa volta, per indagare gli effetti del consumo degli edulcoranti sulla risposta al glucosio, i ricercatori hanno seguito per tre settimane alcuni topi, predisposti allo sviluppo della malattia e alimentati con un dieta ricca di due comuni dolcificanti artificiali, l’aspartame e l’acesulfame di potassio. Hanno poi analizzato il sangue dei topi, utilizzando un’innovativa tecnica in grado di tenere traccia dei cambiamenti metabolici. “Appena tre settimane dopo aver somministrato questi dolcificanti, abbiamo visto cambiamenti biochimici nel sangue che potrebbero portare ad alterazioni nel metabolismo dei grassi e dell’energia”, ha spiegato a Gizmodo l’autore Brian Hoffman.

Secondo l’ipotesi di Hoffman, gli edulcoranti possono aumentare il rischio di diabete, diversamente da come lo fa lo zucchero. “I dolcificanti, in qualche modo, ingannano il corpo. Quando l’organismo non riceve l’energia di cui ha bisogno − perché necessita di zucchero per funzionare correttamente − trova questa fonte altrove”, spiega Hoffman. Nel sangue dei topi, infatti, il team di ricercatori ha trovato prove della rottura delle proteine, vale a dire che il loro organismo si è ritrovato a bruciare i muscoli come fonte di energia. Hanno anche osservato livelli più elevati di lipidi e altri grassi, che nel tempo potrebbero contribuire all’obesità e al diabete. “La maggior parte di questi dolcificanti è stata approvata molto prima che avessimo la tecnologia per eseguire studi come quelli nel nostro laboratorio e non sono stati in grado, quindi, di osservare in modo approfondito alcuni dei potenziali effetti causati”, commenta l’autore.

Il team di Hoffman ha ora in programma di studiare questo gruppo di topi nutriti con dolcificanti artificiali per un periodo di tempo molto più lungo. Precisiamo, tuttavia, che non bisogna necessariamente preoccuparsi. “La maggior parte delle cose deve essere consumato con moderazione”, suggerisce l’autore. “È quando le persone cominciano ad abusare e consumare cronicamente queste sostanze che dovremmo iniziare a preoccuparci. Perché sta iniziando a introdurre cambiamenti biochimici e l’organismo non ha il tempo per riprendersi”.


Fonte: WIRED.it