Final Space, i soliti idioti nello spazio



Final Space è il nuovo, coloratissimo, serial animato atterrato su Netflix e creato David Sacks e Olan Rogers per l’emittente televisiva TBS, tentativo di creare un nuovo riferimento culturale a sfondo scifi dopo il lavoro di Groening con Futurama.
La serie conta dieci episodi ed è già stata rinnovata per una seconda stagione di ben tredici. Il progetto ha destato fin da subito interesse tanto da coinvolgere nel cast vocale nomi come David Tennant (Doctor Who), John DiMaggio (Futurama) e Ron Perlman (Hellboy)

In un periodo storico dove il vuoto nell’intrattenimento fantascientifico lasciato da Futurama è stato riempito da Rick and Morty, per tenere vivo l’interesse di un target di utenti esigente la risposta potrebbe essere Final Space. La serie è  ben fatta anche se non rivoluzionaria. Un ottimo antipasto, diciamo, prima della portata principale, cioè Guardiani della galassia 3.
La storia è quella di Gary, un condannato a cinque anni di servizio in un’astronave alla deriva nello spazio con la sola compagnia di un’intelligenza artificiale.

La condanna è stata causata dall’aver fatto esplodere inavvertitamente una squadriglia di navi militari.
Alla fine della sua pena incontra Mooncake, un buffo esserino verde che in realtà è una macchina di distruzione di massa. Gary e il suo nuovo mortale amico dovranno darsela a gambe con l’astronave per sfuggire ai cacciatori di taglie inviati da Lord Commander. Ma qual è il segreto di Mooncake? Perché così potente e perché tutti lo vogliono? Questa risposta si tradurrà in una fuga per i meandri dell’universo e per i dieci episodi.

Questa serie, figlia del successo dei Guardiani della Galassia ci ripropone la ormai già testata ricetta del gruppo di idioti che deve salvare l’universo, così ci ritroveremo con il belloccio un po’ superficiale ma che in realtà nasconde un grande cuore a capo di un manipolo di reietti che tutti impareremo ad amare. Quinn, la ragazza super addestrata che a fatica si fida di qualcuno, Avocato, enorme gatto antropomorfo guerriero che cerca di recuperare suo figlio rapito, Kevin un robot ciarliero che dà più fastidio che altro e una paziente intelligenza artificiale voce dell’inevitabile.

Sei in questa breve descrizione avete riconosciuto rimandi ad altre opere che vi appassionano non preoccupatevi, tutta la serie è farcita di collegamenti, dieci puntate di situazioni già viste rimescolate per un risultato tuttavia riuscito e appassionante che non stupirà, ma sicuramente riuscirà a tenervi incollati per tutto il tempo alla poltrona.


Fonte: WIRED.it