Sicuro che tu non abbia diritto a una bolletta meno cara?



Siamo un popolo di amanti delle bollette. La stragrande maggioranza di coloro che potrebbero ottenere forti sconti su luce e gas in Italia, infatti, non richiede il bonus energia. È quanto emerge dai dati dell’Autorità per l’Energia secondo cui solo il 30% degli italiani aventi diritto ha usufruito di sconti nel 2017. Un fenomeno corroborato dal sondaggio effettuato da Cittadinanzattiva su un campione rappresentativo di 2 mila consumatori e rilanciato da Il Fatto Quotidiano  per spiegare un fenomeno molto italico: e cioè, proprio quelle fasce che più ne avrebbero bisogno non usufruiscono degli sconti in bolletta.
Il motivo è essenzialmente l’assenza di comunicazione mirata: il  47,5% degli intervistati da Cittadinanzattiva non sa che esista un bonus energia. Parliamo di un abbattimento anche consistente del costo di gas e luce (in alcuni casi si arriva oltre i 500 euro di sconto all’anno).

Il caso del bonus energia però non è isolato. Cambiando settore, ad esempio, si scopre che sono pochi in Italia ad usufruire della cosiddetta legge anti-suicidi, una normativa ben fatta che permette di ripianare i propri debiti nella misura di quello che si riesce a pagare, senza perdere casa e soprattutto evitando di essere rincorsi per tutta la vita dai creditori.


Il fatto che queste notizie non arrivino a tutti è il sintomo della mancanza di marketing basato su una corretta profilazione (leggi: targettizzazione in base alla contingenza economica del potenziale beneficiario), unita a una burocrazia che scoraggia anche solo l’ingresso in un CAF.

Il risultato è che una buona fetta di destinatari delle misure, siano esse riduzioni in bolletta o altre forme di sostegno, forse non si aspetta nemmeno di rientrare in categorie “avvantaggiate” e non si fa preparare gratuitamente un modello ISEE per accertare il proprio reddito: che è poi almeno  il primo passo verso gli sconti sulle utenze.

In realtà anche le condizioni personali sono particolarmente restrittive rispetto all’accesso agli incentivi. È più facile che un bonus sia concepito a misura di famiglia svantaggiata  che di freelance single. Ma qui entriamo nel terreno delle politiche attive, spesso iperlocalizzate e differenti da Regione a Regione e soprattutto centellinate in base a fondi esigui rispetto alle domande reali di aiuti e sostegni.
L’ADUC  ha stilato un elenco  con tutti i bonus e gli incentivi più e meno noti  (dal bonus bebè, al sussidio per i coinquilini morosi fino all’ormai estinto – ? – bonus cultura). Leggerlo è illuminante: scopriamo ad esempio che  esistono anche bonus sulla bolletta dell’acqua richiedibili ai propri gestori. E immaginiamo con quale gioia un gestore privato voglia sponsorizzare la possibilità di ottenere riduzioni sull’utenza idrica.

O forse la spiegazione della nostra ritrosia a diventare assi del risparmio è più semplice: forse nessuno ha davvero tempo e voglia di mettersi lì a scartabellare, radunare documenti, certificati, dichiarazioni, fare file  per poi scoprire, magari, di poter risparmiare 10 euro.


Fonte: WIRED.it