In Italia non si ferma la corsa allo spazio: un fondo è a caccia di startup

In Italia non si ferma la corsa allo spazio: un fondo è a caccia di startup



Ottanta milioni di euro da investire in spin-off, startup e pmi impegnate nello sviluppo dell’economia dello spazio in Italia. A tanto ammonta l’impegno di Primomiglio sgr, società di gestione del risparmio fondata da Gianluca Dettori che, in partnership con l’Agenzia spaziale italiana, intende lanciare entro l’anno un nuovo fondo di venture capital. Ma perché puntare proprio sulle tecnologie spaziali?

“Perché siamo appena entrati in un’era commerciale dell’industria spaziale in cui sia le infrastrutture che le applicazioni sono fortemente influenzate dalla competizione commerciale di aziende come Space X, Blue Origin, Virgin”, spiega a Wired Dettori. Un settore, quello dello spazio, destinato a crescere velocemente e attrarre sempre più capitali. “Sono quasi 200 – continua Dettori – gli investitori nel mondo del venture capital che hanno fatto almeno un investimento in questo settore, alcuni più di uno, la maggior parte negli ultimi anni”.

Per la precisione, su 6,3 miliardi investiti in startup spaziali negli ultimi 20 anni, l’80% degli investimenti sono avvenuti negli ultimi tre. È questo dunque il momento giusto per supportare il trasferimento e lo sviluppo tecnologico in questo particolare ambito. Non solo nei settori upstream, che riguardano espressamente le infrastrutture dello spazio, ma anche i cosiddetti downstream, ossia applicazioni terrestri basate sull’utilizzo di sistemi spaziali per rilevare e scambiare informazioni da utilizzare in altre aree di business.

Che, secondo Dettori, sono le tecnologie destinate ad avere un’incidenza sempre più forte sulla nostra vita. “Ormai lo diamo quasi per scontato ma mediamente ci colleghiamo a un sistema satellitare oltre 30 volte al giorno”.

Del resto, le innovazioni tecnologiche come big data e  intelligenza artificiale, unite a una forte riduzione dei costi e alla disponibilità sempre maggiore di grandi quantità di dati satellitari, hanno dato accesso al settore alle startup che operano nel campo della logistica e dell’agricoltura di precisione. Ma anche a chi si occupa di trasporti, telecomunicazioni, auto a guida autonoma e meteorologia.

Nello scorso anno l’industria spaziale ha generato un giro d’affari di 327 miliardi di dollari e si preveda possa raggiungere i 2.700 miliardi nel 2045. In questo settore l’Italia è da sempre un’eccellenza: sesto paese al mondo nella produzione di ricerca scientifica in ambito spaziale e terzo contributore in Europa al budget e alle missioni dell’Agenzia spaziale europea. Sono 250 le aziende operative in tutta la filiera, con un fatturato totale di 1,6 miliardi di euro.

“L’Italia produce una grande quantità di ricerca e tecnologia in questo campo”, racconta Dettori. “Esiste inoltre un tessuto di aziende, pmi e startup fortemente innovativo e dotato che capacità e tecnologia per imporsi anche a livello internazionale. In Primomiglio sgr vediamo questa come una grande opportunità”.

Da qui l’idea di valorizzare e potenziare questo patrimonio attraverso investimenti mirati, che si concentreranno su due diverse direttive. In primis, puntando sul trasferimento tecnologico. Ossia investendo in “tecnologie e applicazioni che nascono dallo sviluppo, trasferimento e commercializzazione in ambito di ricerca”, spiega Dettori,  attraverso partnership con università e centri di ricerca in Italia. Altri investimenti invece saranno diretti a startup e società già in fase di commercializzazione di un prodotto o un applicazione in campo spaziale, o che ritengono di avere le caratteristiche per entrare in questo mercato – conclude il presidente di Primomiglio sgr – magari provenendo da settori applicativi diversi, come ad esempio il settore delle stampa 3D e fabbricazione digitale”.

Il team di investimento sarà supportato nelle attività di scouting e advisory dalla Fondazione Amaldi, che promuove e sostiene la ricerca scientifica nel settore spaziale. Il fondo punta ad essere operativo con i primi investimenti già nel 2019.


Fonte: WIRED.it