Telefono, si torna alla bolletta mensile: cosa c’è da sapere



Addio ai 28 giorni, le bollette del telefono tornano alla fatturazione mensile. Entro il prossimo 5 aprile scatta l’obbligo per le compagnie di telecomunicazioni di ripristinare l’invio della bolletta ogni mese. Da circa due anni in Italia si era diffuso il sistema settimanale, con fatture emesse ogni 28 giorni. In questo modo, alla fine dell’anno il cliente si trovava a pagare una tredicesima mensilità. Una in più rispetto ai suoi consumi effettivi. Da quest’anno si torna per legge alla periodicità mensile e in queste ore le compagnie stanno comunicando agli abbonati i tempi del ripristino del vecchio sistema di fatturazione.

Tim applicherà la fatturazione mensile dal prossimo 5 marzo per la telefonia mobile e dal primo aprile per la fissa. Sul sito l’azienda ha predisposto un contatore che permette di visualizzare come sarà ripartita la spesa dalla bolletta a 28 giorni a quella mensile. “La spese complessiva annuale sarà la stessa solo ripartita diversamente.

Inoltre i pagamenti rateali di dispositivi abbinati ai contratti e addebitati in bolletta non subiranno modifiche”, precisa l’azienda.

Il rinnovo delle offerte mobili avverrà una volta al mese e sempre nello stesso giorno. Nel complesso, in un anno un cliente potrà avere al massimo dodici rinnovi rispetto ai tredici del sistema a 28 giorni. Questo comporterà un aumento dell’8,6% sull’addebito mensile. Però l’azienda ha spiegato che “aumenterà in maniera proporzionale le quantità di minuti, giga e sms per garantire gli stessi contenuti annuali delle offerte”.

Vodafone effettuerà il passaggio dai 28 giorni alla bolletta mensile dal 25 marzo per i clienti che hanno la ricaricabile e dal 5 aprile per chi ha sottoscritto abbonamenti familiari o aziendali. “Vodafone si adegua alle disposizioni di legge tenendo invariata la spesa annuale complessiva”, scrive l’azienda in una nota. Anche nel caso di Vodafone, i rinnovi mensili passano da 13 a 12 e quindi anche in questo l’utente registrerà un aumento dell’8,6% sulla spesa di ciascun rinnovo rispetto all’attuale.

Tra il 24 marzo e il 5 aprile anche Wind Tre procederà alla riattivazione del sistema mensile. E spiega: “Eventuali variazioni dei costi saranno comunicate in un secondo momento”. Anche Fastweb procederà nello stesso periodo, mentre Tiscali specifica di non avere mai applicato la fattura a 28 giorni.

Il ritorno alle bollette mensili è stato sancito dalla legge 148 del 2017, convertita a dicembre. Gli abbonati hanno un mese di tempo dall’avviso della nuova periodicità e dei costi per cambiare operatore. Per la vecchie fatture a 28 giorni si può chiedere un rimborso. L’Agenzia delle comunicazioni ha imposto a Telecom, Wind Tre, Fastweb e Vodafone di restituire le somme non dovute dal 23 giugno 2017. Il saldo dovrà essere accreditato nella prima fattura mensile, quindi in primavera.

Dal 5 aprile dovranno decadere per legge tutte le offerte a 28 giorni. Tuttavia sui siti di molti operatori sono ancora sponsorizzate, anche su piani tariffari che durano ben oltre quella data. La legge è chiara a riguardo: dà 120 giorni per adeguarsi. Se oltre quella data il sistema mensile non fosse ripristinato, gli operatori dovranno pagare 50 euro di indennizzo forfettario più un euro per ogni giorno successivo alla data di entrata in vigore del nuovo regime in cui ritardano ad adeguarsi. Il sistema mensile si applica anche ai canoni internet, agli abbonamenti alle pay-tv e alle offerte combinate.


Fonte: WIRED.it