Space economy, a Matera nasce la casa delle startup dello spazio



(foto: Pixabay)

Saranno le piccole imprese innovative e il Sud a stimolare la crescita di un settore strategico per l’economia italiana: il settore dello spazio. La space economy italiana sta vivendo oggi un momento di espansione.

“Stiamo assistendo a un cambiamento nel mondo spaziale”,  ha spiegato Alberto Tuozzi dell’Agenzia spaziale italiana, durante l’evento di presentazione del bando per startup di Spark Me, primo acceleratore di imprese dedicato all’economia dello spazio, con sede a Matera. È in corso una sorta di democratizzazione dell’intero settore. “Essendoci a disposizione delle grandi infrastrutture spaziali e con l’emergere di tecnologie satellitari molto semplici – sottolinea Tuozzi – c’è la possibilità di creare delle applicazioni innovative  anche con investimenti relativamente limitati e dunque adatti alle piccole imprese”.

“La previsione di innovazione utile alla società basata sulle tecnologie spaziali è impressionante – spiega ancora Tuozzi – e ce ne accorgiamo fino a un certo punto, perché l’innovazione è spesso trasparente rispetto all’utente”.

Una grossa parte dell’innovazione che sperimenteremo nel prossimo futuro, però, sarà basata sulle infrastrutture dello spazio. “Nel periodo 2014-2016, il comparto spaziale a livello di occupazione è cresciuto del 3%, in completa controtendenza rispetto al trend nazionale”. E questa crescita è dovuta proprio alla nascita di nuove micro aziende (cioè, con meno di 10 dipendenti), che in poco tempo sono state capaci di ritagliarsi un posto importante in un mercato di nicchia, ma di livello globale.

La space economy dunque, può rappresentare un volano per lo sviluppo dell’intero paese e, in questo contesto, il sud è diventato terra di sperimentazione.

(Foto: SPARKme)

Il programma di accelerazione
Nasce così Spark Me e il programma di accelerazione per startup, frutto della collaborazione tra Agenzia spaziale italiana, Agenzia spaziale europea e Openet Technologies spa. Si tratta di una call aperta che mira a selezionare 20 aziende (preferibilmente in fase di scaleup) che intendono utilizzare le tecnologie spaziali per lo sviluppo di prodotti e servizi in diversi settori della società.

Il programma ha una durata di 12 mesi e viene realizzato in parallelo sia a Matera che in Kenya. Openet Technologies è stata una delle prime aziende a raccogliere questa sfida: “Riteniamo sia molto importante diffondere questa nostra iniziativa anche per le opportunità offerte alle aziende e anche a un territorio, come quello della Basilicata, che rientra fra quelli definiti a fallimento di mercato tecnologico – ricorda Vito Gaudiano, amministratore delegato di Openet – e che invece, grazie alla presenza di Asi, ha creato un humus importante per favorire collaborazione fra università, ricerca e pmi”.

Asi e Openet hanno trovato un contesto fertile per l’innovazione nel sud Italia ma anche nel sud del mondo. È previsto anche un percorso di accelerazione, che ha già preso il via in Africa, nel centro di Nairobi. “È chiaro che le necessità di sviluppo sono differenti – spiega ancora Gaudiano -. Ci sono grandi problemi di connettività per gli imprenditori locali, spesso situati in zone rurali isolate e mal collegate”. In un contesto del genere la tecnologia satellitare diventa l’unica soluzione. “Attualmente collaboriamo con l’università Cattolica che ha un acceleratore a Nairobi dove possiamo svolgere attività di assistenza e formazione, poi creeremo una rete in connessione continua per la didattica a distanza e per fornire un’infrastruttura di comunicazione satellitare alle aziende in sede”.

(Foto: SPARKme)

L’offerta
Spark Me si rivolge a innovatori e startup che intendono accelerare il proprio business grazie all’applicazione delle tecnologie dello spazio. Dal canto suo, offre supporto sia dal punto di vista tecnico che organizzativo.

Ci sarà un centro di trasferimento tecnologico con laboratori attrezzati, spazi di coworking, connessione in fibra e satellitare, postazioni per la sperimentazione del 5g. Openet è tra le aziende selezionate per il progetto delle reti di quinta generazione e Matera è sede della sperimentazione. Inoltre è previsto l’affiancamento delle aziende con servizi di scouting, tutor e mentoring, oltre al supporto nell’attività di raccolta fondi, privati o pubblici. Durante i dodici mesi di incubazione, saranno previste anche delle sessioni formative specialistiche con esperti di settore, organizzate dalla space academy interna.

In termini finanziari, la cifra stanziata è di 30mila euro a startup, ma il progetto vale, nel suo insieme, 1,9 milioni di euro. Dei quali, il 45% investiti dall’agenzia spaziale italiana e il 55% da Openet. Non ci sarà però una somma elargita per ogni singola startup: i 30mila euro copriranno le spese per i servizi e la parte infrastrutturale nell’arco dei 12 mesi. Tramite partnership con istituti finanziari e piattaforme di venture capital poi, ci sarà la possibilità di sostenere finanziariamente i progetti più meritevoli.

Il bando integrale è pubblicato sul sito di Spark Me. Tramite il form online si può presentare il proprio progetto che verrà valutato dal comitato interno e anche caricare un video pitch.

I settori interessati
I settori interessati dalla call sono i più disparati visto che, per le tecnologie spaziali, si prevede un rapido sviluppo in aree che vanno dall’artigianato al tessile, dal broadcasting all’agricoltura di precisione. Ma anche scuola e formazione a distanza, osservazione della Terra e controllo delle emergenze, telefonia e telemedicina. “Quindi ci attendiamo un ambito di partecipazione di piccole e medie aziende innovative molto allargato”, afferma il presidente di Openet.

In vista del 2019, potrebbero arrivare sorprese anche dal settore dell’industria creativa e culturale, soprattutto a livello locale, con Matera capitale europea della cultura. “Inoltre – conclude Tuozzi – abbiamo particolarmente a cuore il tema del 5g”. Sfruttando il fatto che Matera è stata selezionata per la sperimentazione e che Openet opera nel campo delle telecomunicazioni nello spazio, “uno dei nostri obiettivi è favorire l’inserimento del satellitare all’interno del 5g”. L’idea è quella di ottimizzare il servizio e offrire così una gestione più  intelligente della rete rispetto agli operatori terrestri.


Fonte: WIRED.it