Enel va a caccia di idee su internet per innovare energia e servizi

Enel va a caccia di idee su internet per innovare energia e servizi



L’obiettivo a lungo termine è ambizioso: “Vogliamo spingere l’elettrificazione del paese Italia, rendendo elettrici consumi che non lo sono, primo tra tutti la mobilità“. Ernesto Ciorra, a capo del dipartimento innovazione di Enel, spiega che come Italia, “siamo tra gli ultimi per l’auto elettrica. Questo non ci piace perché abbiamo la testa e il cuore in Italia e stiamo lavorando per dare una grande opportunità al nostro paese. L’auto elettrica è essa stessa un esempio di innovability, perché – ricordiamolo – non produce inquinanti, come invece fanno le macchine termiche“.

Per sostenere il nuovo corso dell’azienda, nei giorni scorsi la compagnia elettrica ha firmato a San Francisco un accordo con Innocentive. È una piattaforma di open innovation e crowdfunding: mette in connessione aziende che hanno un problema con un bacino di 380mila creativi che possono provare a risolverlo. Fondata da Craig Jones, un passato nei venture capital e nel private equity, Innocentive è la stessa piattaforma da cui attinge anche la Nasa.

Come ricorda Ciorra, “vede attivi 380 mila problem solver, di cui il 40% tra Phd e Mba da 300 paesi. Sono i leader a livello mondiale: la Nasa ha lanciato oltre 300 sfide tramite loro. Non si capisce perché le aziende italiane non debbano avere l’umiltà di usare questo strumento”.

L’accordo tra Enel e Innocentive è stato firmato a San Francisco, durante Focus on, evento che la compagnia energetica ha dedicato all’open innovation. E alla presenza di Henry Chesbrough, l’accademico che ha coniato la definizione di open innovation.

Enel  ha intrapreso la nuova strategia dallo scorso giugno, inaugurando il suo sito di open innovability (innovation + sustanibility) per trovare soluzioni e idee, sul mercato globale.

Ernesto Ciorra e Craig Jones di alla firma dell’accordo tra Enel e InnoCentive

Qualche esempio è già in prova sul campo. Enel ha dedicato uno stormo di droni per la manutenzione e protezione della centrale di Torrevaldaliga Nord (Civitavecchia). È stato sviluppato da due startup, Convexum e Percepto, entrate in contatto con l’azienda attraverso la rete di Innovation Hub che il gruppo ha aperto in Italia e all’estero. I droni permettono di avere una visuale completa sull’area dell’impianto dalla sala operativa.

Ora la partnership con Innocentive accelererà questo percorso. Che si tratti di cercare una nuova tecnologia o semplicemente di dare una risposta al problema di un utente, Enel potrà lanciare delle sfide e ingaggiare chi le proporrà la soluzione migliore.

Per Ciorra l’open innovation per un’azienda come Enel è anzitutto una maggiore apertura ai consumatori. “Occorre avere sempre una porta aperta agli utenti”. Un esempio? “Alcuni utenti sordi ci hanno posto un problema: non potevano dialogare con i nostri contact center. Così, attraverso il nostro portale openinnovability.enel.com abbiamo trovato una startup italiana, Pedius, che ha sviluppato un’app in grado di trasformare in tempo reale ciò che dice l’operatore in un testo, consentendo così ai sordi una migliore comunicazione con Enel”.

Durante la prima fase l’esperimento ha dato già i suoi frutti: da quando è nato il portale sono arrivate soluzioni da 41 paesi. E ora con l’accordo con Innocentive il numero potrebbe aumentare in modo esponenziale. E la strategia piace ad altre imprese. “Ci sono alcune aziende che ci guardano con interesse e vogliono collaborare con noi“, spiega Ciorra. “Tra questo la prima a essere partita è Ferrovie dello Stato, che ha lanciato già oggi con noi una challenge che verrà promossa anche da Innocentive”. Inoltre, conclude il manager, “altre aziende come A2A e Acea hanno mostrato interesse e noi siamo aperti non solo a utilizzare lo strumento di crowdsourcing con loro, ma anche a portarli nei nostri hub in giro per il mondo, dove lavorano i manager dell’innovazione”.


Fonte: WIRED.it