Piccard: “Gli ecologisti sbagliano: dobbiamo essere logici, non ecologici”



Il presidente della Solar Impulse Foundation Bertrand Piccard (Photo: Julien de Rosa/IP3/Getty Images)

Montréal –Come convincere la popolazione che la sostenibilità ambientale è un tema fondamentale? Non chiedendo sacrifici, ma puntando su soldi e potere. Dobbiamo essere logici, non ecologici”. Bertrand Piccard è un idealista. Non potrebbe essere definito altrimenti un aviatore che, contro il parere di tutti, ha creduto di poter creare un aereo che facesse il giro del mondo usando la sola energia solare. Ma quando parla di politica, il fondatore di Solar Impulse è molto pragmatico.

Servono meno restrizioni e più incentivi. Per troppi anni il discorso ecologista ha sbagliato il modo di comunicare: gli ecologisti hanno chiesto alle persone di non fare qualcosa, combattendo il progresso. Bisogna cambiare i termini del discorso e spiegare che proteggere l’ambiente può portare benefici economici. È così che si vince”, spiega lo svizzero.

Siamo a Montréal, in Canada, dentro un tendone da circo montato accanto al canal de Lachine, dove una mezza dozzina di motoscafi elettrici si muovono silenziosi.

L’aviatore svizzero Bertrand Piccard è uno degli ospiti di Movin’On, la conferenza sulla mobilità sostenibile organizzata da Michelin. Definita il “Davos della mobilità”, Movin’On porta in Canada centinaia di relatori, startup e aziende per discutere sui trasporti del futuro.

Il tendone della conferenza Movin’On (Foto: Gaia Berruto/Wired)

Più dei governi, sono le amministrazioni locali che possono cambiare davvero le cose nel breve termine”, continua Piccard. “Pensate a un automobilista che tutti i giorni è bloccato nel traffico e vede che la corsia accanto alla sua è riservata alle auto elettriche.

Dopo qualche giorno in cui fissa le vetture elettriche sfrecciare accanto a lui, butterà la sua auto e comprerà un modello che gli permette di evitare la coda”, esemplifica Piccard.

Certo, serve anche una visione globale per ripensare al modo in cui ci muoviamo nel breve raggio, soprattutto se si pensa che il 54% della popolazione del mondo vive in città e la percentuale andrà aumentando nei prossimi anni. Il traffico locale è un’emergenza in tantissime metropoli, come Los Angeles, dove il rapporto fra abitanti e automobili personali è di uno a uno. O come Montréal, in cui, spiega la sindaca Valérie Plante, la crescita delle auto è maggiore alla crescita dei residenti. “Io la chiamo dipendenza dalle automobili”, dice Kate White, vice segretario della politica ambientale dello Stato della California.Ci sono persone che considerano l’auto come un membro della famiglia”.

Il tema della prima discussione della conferenza è chiaro: convincere i politici e le aziende a investire sulle tecnologie pulite. Auto elettriche in primis. “I fondi che servono potrebbero anche essere presi dalla sanità pubblica. Non ci pensiamo mai, ma le due cose sono connesse: meno inquinamento significa meno gente in ospedale da curare”, ragiona Piccard.

A discutere con Piccard anche Jean-Dominique Senard, amministratore delegato di Michelin, che da anni denuncia gli sprechi dell’obsolescenza programmata: “Serve una maggiore collaborazione fra settore pubblico e privato. E serve una seria regolamentazione per diminuire l’inquinamento e puntare sulle tecnologie sostenibili. Non raggiungeremo mai gli obiettivi degli accordi di Parigi se non lavoreremo tutti insieme”.

Mezzi di trasporto originali in prova a Movin’On (Foto: Gaia Berruto/Wired)

Gli attori da coinvolgere sono tanti e con il progresso digitale non fanno che aumentare: accanto agli amministratori pubblici e ai produttori di mezzi di trasporto ormai anche le aziende di car sharing devono essere sensibilizzate sul tema.

Con il car sharing non diminuisce l’inquinamento, aumenta. Le nostre città si riempiono di auto che si sommano ai taxi, dentro cui ci sono quasi sempre due persone al massimo che percorrono molti più chilometri di un’auto personale”, ragiona Piccard. La cui ricetta per città migliori si risolve in una sola parola: elettrico. O, meglio ancora: idrogeno. Dello stesso parere Jean-Dominique Senard: “Se ogni sera dovremo caricare tutti la nostra auto, avremo ancora energia per le nostre case? Probabilmente l’auto a idrogeno sarà una soluzione migliore”.

Michelin, dal canto suo, farà la sua parte. Entro il 2048 l’azienda ha due obiettivi: produrre pneumatici composti per l’80% di materiali sostenibili e riciclare il 100% dei prodotti realizzati. Risparmiando 33 milioni di barili di petrolio ogni anno, in pratica l’energia totale mensile consumata in un Paese grande come la Francia.

Il tempo è quasi scaduto e mentre la sindaca di Montréal illustra il trasporto intermodale di Montréal, tra bici pubbliche e bus ibridi, Piccard ricorda di essere un idealista: “Abbiamo parlato poco di mobilità aerea. Con Solar Impulse siamo vicini, molto vicini, al varo di piccoli aerei elettrici che possano portare 3-4 persone”, annuncia.

I pionieri sembrano sempre stupidi quando raccontano le loro visioni. Poi, dopo che sono state realizzate, le loro idee sono considerate da tutti banali e inevitabili. Quindi se vi dicono che è impossibile non credeteci: provate a farlo”.


Fonte: WIRED.it