5 fra gli anime che hanno fatto la storia



Nel decennale americano di Death Note, ecco alcuni altri titoli d’animazione giapponese che hanno segnato l’immaginario, come Inuyasha e Neon Genesis Evangelion

Dopo un boom fra la fine degli anni Novanta e l’inizio dei Duemila (vi ricordate la Anime Night di Mtv?), gli anime hanno vissuto nel mondo occidentale varie fasi alterne di successo mainstream e di sviluppo di nicchia. Negli ultimi anni, però, piattaforme come Crunchyroll e la stessa Netflix hanno dato rinnovato slancio alle produzioni animate giapponesi, riproponendo titoli classici e dando vita invece anche a reboot e altre serie originali.

Nel frattempo anime come Death Note (che debuttò negli Stati Uniti nel luglio 2008) raggiungono importanti anniversari e rimangono ben presenti nell’immaginario comune. Vediamo solo alcuni fra i moltissimi titoli che hanno caratterizzato questi decenni di storie animate.

1. Death Note

Spesso considerato come uno degli anime migliori in assoluto, Death Note, così come il manga da cui è tratto, segue le vicende di uno studente di nome Light Yagami che scopre un quaderno che dà al suo proprietario il potere di uccidere chiunque il cui nome venga scritto sulle sue pagine.

Light inizia così il progetto di eliminare tutti coloro che sono portatori di malvagità e di crimine, sperando di poter creare così una società utopica perfetta. L’ossessione instillatagli dal demone Ryuk, precedente possessore del quaderno, e le indagini del profiler L, però, complicheranno la faccenda.

Con uno stile spesso inquietante, questo anime è anche una riflessione non banale sui temi del bene e del male, soprattutto considerando il fatto che anche i più alti valori morali spesso possono essere corrotti dal potere o dall’ambizione personale.

Il suo profondo spessore psicologico ha dato vita anche a numerosi adattamenti, fra cui il film Netflix del 2017 criticato però per il suo white washing e per la sua blanda fedeltà al materiale originale.

2. Cowboy Bebop

Andato in onda alla fine degli anni Novanta, Cowboy Bebop è considerato da molti come il pioniere dell’ondata di anime che hanno raggiunto l’Occidente in quel periodo. Ambientata nel 2071, questa serie animata segue le vicende di un gruppo apparentemente sgangherato di cacciatori di teste spaziali: Spike, Jet Black, Fate, Ed e il corgi modificato geneticamente Ein si barcamenano da un’avventura all’altra, sopravvivendo a sindacati criminali e al loro stesso passato. Centrale è poi Vicious, l’arcinemesi di Spike.

Una dei punti di forza di questo anime è la sua vocazione metacinematografica: oltre ai western più ovvi, incamera generi come il noir, il gotico, le spy story, ma anche la commedia e il romanticismo. Per non parlare di certe derive filosofiche, che si insinuano nelle scene più leggere affrontando temi come l’esistenzialismo, la noia esistenziale, la solitudine, il fatalismo e l’ottimismo. Insomma un mix davvero ardito ma tenuto insieme da personaggi straordinari e un’ironia nera di fondo davvero accattivante. Pare sia in arrivo anche un adattamento live action.

3. Inuyasha

Kagome, una ragazza della Tokyo di oggi, trova per caso un portale che la fa viaggiare nel Giappone di epoca medievale, dove incontra il demone che dà il titolo alla serie, Inuyasha. Cercando di superare le iniziali diffidenze e un’attrazione di fondo, i due si metteranno alla ricerca dei frammenti di un magico cristallo in modo da combattere il malvagio semi-demone Naraku. Assieme a loro si aggiungeranno diversi alleati, dal demone a forma di volpe Shippo al monaco un po’ perverso Miroku, dando vita a vicende talvolta violente e altre volte assurde.

Anche qui la commistione dei generi è la chiave del successo di un anime apprezzato da molti: accanto alla quest eroica, infatti, si affiancano la commedia più fisica, l’avventura romantica, il fantasy ma anche l’horror. L’ambientazione nel Giappone di epoca Sengoku, poi, permette di stemperare il lato più violento dell’anime in una dimensione fantastica e quasi mitica, assieme al fascino delle leggende e delle creature della mitologia nipponica.

4.  Neon Genesis Evangelion

Andato in onda fra il 1995 e il 1996 e capostipite di diversi adattamenti cinematografici e serie spin-off, Neon Genesis Evangelion è forse una delle produzioni animate più complesse a livello tematico. Ambientata nel 2015, quindici anni dopo un cataclisma che ha sconvolto la Terra, vede il giovane Shinji entrare a far parte di un’organizzazione paramilitare chiamata Nerv e diventare il pilota in un mecha chiamato Evangelion, impegnato nella strenua battaglia contro gli Angeli, mostruose creature aliene portatrici di distruzione. La complessità psicologica della battaglia porterà però Shinji a mettere in dubbio il proprio ruolo e anche la natura stessa della sua organizzazione.

Evangelion è molto particolare perché fonde il misticismo scintoista con elementi tratti dal cristianesimo e dalla cabala ebraica, facendo anche riferimento ad antichi e controversi testi sacri come i rotoli del Mar Morto. Inoltre riprende miti arturiani, complessi freudiani ma soprattutto è anche un tentativo di destrutturare i classici canoni dei robottoni giapponesi rielaborandoli in chiave psicologica ed escatologica.

5. Berserk

Forse uno degli anime più scuri e pessimisti, Berserk, inaugurato nel 1997, è ambientato in una specie di Medioevo alternativo in cui a dominare è la violenza e la prevaricazione. Protagonista è Guts, un mercenario che nella vita ha conosciuto solo guerra e tragedie; arruolato nella compagnia della Squadra dei Falchi sarà coinvolto in atroci avventure che lo vedranno alle prese sia con la corte reale che con un diverso piano astrale che potrebbe mutare le sorti dell’intero universo.

Nonostante qualche problema di animazione non proprio fluida compensata però da una colonna sonora di tutto rispetto, Berserk è sempre stato apprezzato per la sua capacità di ricreare un mondo parastorico in cui, attraverso gli eccessi della violenza e certe derive fantasy-horror, si riflette sul destino degli eroi, sulla salvezza dell’umanità e su temi umanissimi come l’amicizia, la lealtà e l’innocenza.


Fonte: WIRED.it