Telefono, stop al rimborso delle bollette a 28 giorni. Ecco cosa fare



Roma, sede del Tar del Lazio (Foto: Ap/LaPresse)

Il Tribunale amministrativo regionale (Tar) del Lazio ha deciso di sospendere il provvedimento dello scorso 19 dicembre con cui l’Agcom ha imposto alle compagnie di telecomunicazioni di rimborsare agli utenti i giorni di cui non hanno usufruito dei servizi a partire dal 23 giugno 2017, ovvero la differenza di giorni risultante tra il sistema delle bollette a 28 giorni e quello mensile. Il Tar ha preferito attendere la discussione di merito calendarizzata per il prossimo 31 ottobre, statuendo che le modalità del rimborso – a scalare sulla prima fattura mensile – potrebbe mettere in forse gli equilibri finanziari e contabili delle telco.

Ora cosa fare?
Non abbiamo ancora le motivazioni del Tar – rendono noto dall’Unione Nazionale Consumatori (Unc) – ma la sospensiva risulta legata al potere o meno dell’Authority di imporre un rimborso, non sul rimborso stesso. Quindi, data la bontà della delibera iniziale, che fissa la fatturazione mensile, nulla vieta alle associazioni di consumatori o al consumatore stesso di chiederlo“. L’Unc, che ha lanciato la campagna #nofattura28giorni, invita a registrarsi mediante l’apposito formulario online per procedere con un’eventuale class action ma, aggiunge, il cittadino può anche autonomamentepresentare istanza al Corecom (Comitato regionale per le comunicazioni) e chiedere il rimborso“.

Ciò che è certo
Il Tribunale amministrativo regione del Lazio ha ritenuto legittima la delibera Agcom del 24 marzo 2017 con cui venivano messi al bando i sistemi di fatturazione a 28 giorni, approvando di fatto le bolllette mensili rigettando i ricorsi di Assotelecomunicazioni, Fastweb, Postemobile, Tim e Wind Tre.


Fonte: WIRED.it