Lo stadio di Amsterdam si illumina grazie alle auto elettriche



Presentato il nuovo sistema di accumulo energetico della Johan Cruijff ArenA, che utilizza le batterie nuove e usate di 148 Nissan Leaf

Dati e prospettive sembrano incoraggianti: 3 Megawatt di potenza nominale e 590 pacchi batterie di cui 250 recuperati da veicoli usati, per un totale di 117 mila tonnellate di CO2 risparmiate in circa dieci anni. Quello che è stato appena presentato alla Johan Cruijff ArenA di Amsterdam è di fatto il più grande sistema di accumulo energetico mai realizzato in Europa all’interno di un edificio commerciale, messo a punto utilizzando batterie nuove e usate di veicoli elettrici. Un progetto ambizioso sviluppato nel corso degli ultimi 3 anni, che permette ora allo stadio olandese di immagazzinare e utilizzare in modo mirato l’energia prodotta attraverso i suoi 4.200 pannelli solari. E, al contempo, di trasformarsi in fornitore di energia grazie all’inverter bidirezionale di cui è dotato il sistema.

“Grazie a questo sistema di accumulo energetico, il nostro stadio, che è uno dei più sostenibili del mondo, è ora in grado di utilizzare la sua stessa energia in modo più intelligente e allo stesso tempo può diventare fornitore sfruttando la capacità di stoccaggio delle batterie -, sottolinea Henk van Raan, direttore del comparto innovazione della Johan Cruijff ArenA.

D’ora in avanti l’Arena avrà sempre a disposizione un considerevole ammontare di energia, anche durante gli eventi, e puntiamo a renderla al più presto completamente autonoma sul fronte energetico. Inoltre potrà contribuire alla stabilità della rete elettrica della città e del Paese, fornendo elettricità a migliaia di case private”.

Il progetto ha visto la collaborazione di aziende normalmente alquanto distanti tra loro, come la multinazionale del settore elettrico Eaton, la divisione energy di Nissan, la società di servizi energetici The Mobility House e gli esperti in costruzioni sostenibili di Bam. Il tutto con il sostegno del programma Interreg North Sea Region e della Municipalità di Amsterdam, che ha recentemente premuto l’acceleratore sul fronte delle rinnovabili con l’obiettivo di arrivare a un dimezzamento delle emissioni di gas nocivi entro il 2030. L’investimento economico, il cui ammontare non è stato reso noto, potrebbe essere verosimilmente recuperato già entro i prossimi dieci anni.

“Per noi è stato un onore collaborare con Eaton e con tutte le altre aziende che hanno partecipato alla realizzazione di questo impianto -, ha sottolineato nel suo intervento Francisco Carranza, Managing Director di Nissan Energy Europe. – Oggi è fondamentale contrastare con decisione i pericoli del cambiamento climatico, e vogliamo essere protagonisti di questa battaglia. Dobbiamo dare alla gente la possibilità di accedere a nuove tecnologie sempre più green, per arrivare a instaurare una nuova economia carbon free. L’utilizzo delle batterie second life, estratte da veicoli usati, è poi un altro punto molto interessante: dopo dieci anni, ovvero quello che può essere un ciclo di vita medio di un’automobile, queste batterie conservano ancora il 70% del loro potenziale, e integrarle in un sistema come questo della Johan Cruijff ArenA è uno spunto per promuovere un riuso sostenibile”. Il nuovo impianto, infatti, combina le unità di Eaton con l’equivalente delle batterie di 148 Nissan Leaf, e sembra suggerire una nuova possibilità per creare un’economia circolare intorno ai veicoli elettrici e alle loro componenti.

Ma non è tutto. Per potenziare ulteriormente il sistema, soprattutto durante i grandi eventi più dispendiosi sul fronte energetico, come concerti e match calcistici, è stata studiata un’ulteriore soluzione che parte direttamente dai parcheggi dello stadio. L’ArenA è infatti stata dotata di posti riservati ad auto elettriche e provviste di speciali colonne che possono sia caricare sia scaricare la batteria: collegando il veicolo a queste colonne, insomma, la batteria dell’automobile diventa parte integrante del sistema di accumulo energetico dello stadio. L’energia viene parzialmente prelevata secondo le necessità dello stadio e restituita prima che il proprietario debba andarsene: in questo modo l’impianto complessivo viene potenziato attraverso le auto dei privati, che in cambio possono parcheggiare gratuitamente. Queste postazioni sono attualmente 18, ma dovrebbero arrivare fino a 200 nel futuro prossimo, e costituire un importante aiuto in vista della totale autonomia energetica dello stadio.


Fonte: WIRED.it