Ecco com’è finita la grande guerra dei brevetti tra Apple e Samsung



(Foto: Getty Images)

Ora è ufficiale: si è conclusa la guerra dei brevetti che ha visto coinvolte, negli ultimi sette anni, Apple e Samsung.  La lunga querelle legale si è chiusa con uno storico accordo tra i due giganti tech, leader mondiali nella produzione di smartphone.

E proprio il design (e alcune funzionalità) dei telefoni di casa Apple è stato, in questi anni, il cuore della contesa: la casa di Cupertino infatti aveva accusato i coreani di aver copiato alcuni brevetti relativi ai suoi modelli di iPhone (parliamo del 2012) per produrre i propri smartphone.

L’accusa era stata confermata da una prima sentenza che aveva condannato Samsung a rimborsare Apple per una cifra record di 1 miliardo di dollari. Successivamente, a seguito di una serie di appelli e ricorsi, la cifra si è notevolmente ridotta, arrivando a 533 milioni.

I sudcoreani però, intenzionati a non pagare ritenendo di dover rispondere soltanto di una minima violazione del brevetto e non dell’intero prodotto, hanno deciso di appellarsi alla Corte Suprema. Ottenendo, nel 2016, una parziale vittoria che ha portato il giudice distrettuale a rivedere la cifra dei danni sulla base delle specifiche componenti usate senza licenza. La richiesta è scesa di nuovo, arrivando a 399 milioni di dollari.

L’ultimo capitolo della storia però, è stato scritto il mese scorso, quando la casa coreana è stata obbligata definitivamente a versare 539 milioni di dollari all’azienda di Cupertino. “Questo caso è sempre stato più che una questione di denaro”, erano state le parole filtrate da Apple dopo la sentenza e riportate dalla Cnn.Apple ha innescato la rivoluzione degli smartphone con l’iPhone ed è un dato di fatto che Samsung abbia copiato in modo sfacciato il nostro design”.

Ora si conclude dunque quella che Bloomberg ha definito “la più grande battaglia sui brevetti del mondo della tecnologia moderna”. Le due società rinunciano così alle reciproche rivendicazioni, chiudendo una contesa lunga e dispendiosa.

Come riportato sempre da Bloomberg, la giudice che si occupava del caso, Lucy Koh, ha annunciato di essere stata informata dalle stesse aziende, anche se i termini dell’accordo extragiudiziale tra le parti, al momento, rimangono ancora riservati. 


Fonte: WIRED.it